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Le riflessioni di un ottuagenario

Riflessioni di un ottuagenario. Rassegnamoci a sopportare un mondo che ci sopporta, con l’unica felicità di poter aiutare i nostri figli. Non ci interessano più di tanto le novità, abbiamo solo voglia di rileggere quel che abbiamo già letto, se il tempo non ci sarà tiranno: un passato piacevolmente rivissuto ci ripara dalle ambasce di un nuovo mondo indecifrabile e comunque ansiogeno. La rilettura è un cioccolatino della memoria che a volte ci sorprende, diceva Proust, con “intermittenze del cuore”. Se proprio vi gratifica fare il nonno vigile, fatelo allegramente, ed allegramente danzate sulle gambe malferme se vi compiacete dell’ilarità della gente. Dopo tutto, il mondo è bello perchè è vario.

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