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Il paese ha bisogno di essere salvato

Egregio Direttore, Le sarei infinitamente grata se potesse pubblicare la lettera sotto riportata rivolta al Presidente di Confindustria. Ringraziando Le auguro buon lavoro Egregio Presidente Squinzi, mi rivolgo a Lei più come semplice cittadina che in qualità di imprenditore (piccolo) associato a Confindustria portandole un enorme bagaglio di preoccupazioni riguardo al futuro che il nostro paese sta costruendo. Mi sembra che, come nel caso della Costa Concordia, il paese abbia già speronato gli scogli e sarebbe indispensabile attuare le procedure di emergenza per evitare i morti, ma i comandanti (governo e parlamento) continuano solo a pensare di mettere in salvo se stessi. Non posso che riconoscere come nella vicenda Lei abbia assunto il ruolo del capitano De Falco continuando a richiamare il “Capitan Schiettino” ad attuare le misure necessarie per mettere in salvo il paese, ma purtroppo nutro la pessima sensazione che la nave Italia continuerà a fare naufragio. Le sono infinitamente grata per tutto quello che sta facendo, ma considerata la gravità della situazione, non posso fare a meno di chiederle di insistere, di impuntarsi, di mettere in atto qualsiasi azione possa far invertire la rotta. Personalmente condivido con Lei che solo una sterzata violenta, (un drastico taglio dei costi pubblici e una conseguente riduzione del cuneo fiscale) possa mettere in salvo il paese, ma come dimostrano le ultime decisioni nessuno intende concretamente tagliare nulla, nessuno ha la capacità e la volontà di farlo. Per dare un contentino alla società si delibera un piccolo improrogabile sacrificio (taglio del finanziamento pubblico ai partiti), traslando la sua attuazione di tre o quattro anni; ma che fine avrà fatto l’Italia nel frattempo? Chi governa sa perfettamente che i primi risparmi da attuare sono quelli relativi ai costi dalla politica, senza quelli non si può giustificare nessun taglio di spesa, ma è altrettanto innaturale che ci si privi di benefici acquisiti. Non c’è più tempo di chiedere al governo che attui la spending review, bisogna costringerlo a farlo partendo proprio dai costi della politica, dal dimezzamento dei parlamentari, dal taglio delle province, dal contenimento dei costi dei dirigenti pubblici entro la media europea, tutte azioni che debbono essere fatte subito e non semplicemente deliberate programmandone l’attuazione in anni futuri. Presidente Squinzi, mi rivolgo a Lei perché sono convinta che solo Confindustria (con l’aiuto di Confcommercio, Confartigianato, ecc.) possa pretendere dal governo l’attuazione dei tagli dettando priorità e tempi. Solo le associazioni possono attuare un ricatto fiscale che induca i parlamentari a deliberare contro i propri personali interessi. Il paese ha bisogno di essere salvato! La ringrazio vivamente per tutto quello che sta facendo e confidando che si riesca a portare la nave fuori dalla tempesta

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