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Prendi il palasport (DI PALERMO) e immagina Palermo…

EGR DIRETTORE SI SEGNALA QUANTO SEGUE: Dieci operai pagati dal Comune fanno i guardiani a una struttura chiusa da anni. È il nostro biglietto da visita più attinente alla realtà. Non credete? Ma Palermo com’è?”, mi chiedono a volte i miei amici che palermitani non sono, e io mi sforzo di spiegare Palermo com’è e come non è, una bella donna che butta via la sua bellezza, magnifica e terribile, una città che sa essere magica e infernale, l’incarnazione delle contraddizioni, tutto e il contrario di tutto. Certo spiegare una città in due parole non è mai facile, rischi di dire banalità, di non rendere l’idea, di tralasciare gli aspetti essenziali e di privilegiarne altri secondari. E poi, diciamola tutta, nessuno di noi sarà mai obiettivo nel descrivere la città in cui vive, perché ognuno di noi ha un sentire che ci fa vedere la medesima cosa sotto una luce diversa. Poi qualche giorno fa leggevo il giornale e finalmente ho capito come farò, da oggi in avanti, a descrivere la mia città a un amico che vive lontano. Palermo?, gli racconterò. Palermo è una città in cui il Comune paga dieci operai per fare da guardiani a un palasport chiuso da anni e ridotto a rudere e discarica. Nessuna immagine, credo, renda meglio la nostra sciagurata bellezza, la nostra irredimibile propensione a buttarci via. Il paradigma perfetto.

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