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Il magistrato Grasso assunto al senato si avvia ad una super pensione e non solo.

Ieri (come la Boldrini qualche giorno prima con la ghigliottina), il magistrato presidente Grasso ha voluto stravolgere e prevaricare la funzione del presidente del senato. Inutile smentire, i due si sentono in corsa per la poltrona di Napolitano! Grasso si vuole costituire “parte civile” nelle cause a carico di Berlusconi. Senza ombra di dubbio questa mossa vuole mostrare al “piccolo re” che lo stesso Grasso proseguirà nell’azione demolitoria di Berlusconi e quindi è lui il “Meglio” per la “poltrona”. A me pare che il Grasso è in conflitto d’interesse nella eventuale costituzione di “Parte Civile”, perché lo stesso fino a pochi giorni fa era la “PUBBLICA ACCUSA” e quindi in quella veste doveva far valere il ruolo di magistrato, se le accuse erano fondate su verità. Personalmente non capisco perché questi “SIGNORI DELLA LEGGE “ (LA Boccassini ((e non solo lei)) recentemente li ha sputtanati ed ha spiegato come funziona l’azione di certi magistrati – vedono quello che non c’è – e non riescono a vedere quello che c’è-) non vengono messi alla porta; personalmente e casualmente ho ascoltato il processo in diretta radio celebrato a Firenze a carico di Berlusconi (fratelli Graviano e C.), dove la procura di Palermo aveva inviato gli atti in loro possesso a mezzo fax, atti che in parte erano risultati falsi, altri inviati parzialmente che riportavano una verità distorta ed altri parzialmente illeggibili e quindi consentivano una interpretazione distorta del loro contenuto, tanto che su contestazione della difesa di Berlusconi il presidente della sezione giudicante è stato costretto a dichiarare l’inammissibilità di tali documenti nel giudizio. In altri tribunali e per altri testimoni mendaci (in quella circostanza la procura di Palermo era un testimone) il giudicante ha inviato gli atti alla procura competente per formulare i capi d’accusa a carico dei falsi testi. In questo caso specifico tutto è rimasto nel silenzio omertoso. Grasso è stato capo dell’antimafia nazionale, non mi sembra che abbia debellato la mafia, pare che lo stesso e quelli che lo hanno preceduto hanno consentito ai mafiosi dei pizzini di ritirarsi nelle patrie carceri, dove continuano a comandare senza rischiare una pallottola “vacante”, di fatti, in precedenza i capi mafia “latitanti” giravano liberamente per le maggiori città siciliane e nessuno li arrestava. Forse è passata in secondo piano la mafia dei pizzini è si è costituita una nuova mafia dei colletti bianchi, che continua a taglieggiare gli appalti grandi e piccoli. Ricordiamo quando il Grasso Pietro, dopo la bomba nella scuola pugliese, apparse nelle TV per gridare “E’ ATTACCO DELLA MAFIA!!!!”, perché la scuola era stata intitolata ai poveri Falcone e Borsellino, poi i fatti hanno dimostrato inconfutabilmente che l’azione criminosa era stata compiuta da un imprenditore deluso, con colpe collaterali del preside della stessa scuola. Questo era il grande magistrato, un opportunista sbadato. Questo “signore” per il ruolo che ha svolto nell’antimafia non doveva entrare in politica di parte, perché non si può escludere che possa avere dossier si uomini politi (alla stregua di Di Pietro). Si voleva Berlusconi che trattava con la mafia, poi abbiamo scoperto che erano altri a fare queste trattative. Non si è mai reso conto ( o a fatto finta di non vedere e non sentire) che moltissimi magistrati hanno consentito la prescrizione dei reati anche gravissimi, prescrizione di cui hanno beneficiato anche i mafiosi.

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