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Indignati

Gentile Direttore Gli Indiani hanno avuto la sfacciatagine di asserire che in fondo l'Italia è un Paese piccolo, quindi non si può darle retta, cioè, noi non contiamo niente: e questa è una grave offesa, ma l'offesa più grande è che applicando la Sua, veniamo tutti tacciati di essere dei terroristi. La Signora Bonino è indignata, e ha perfettamente ragione a esserlo, lo siamo tutti, ma l'indignazione non basta, non basta più di fronte a questa presa di posizione dell'India. Oltre a tutto cosa significa applicare una parte della Legge e non tutta? Che garanzie abbiamo? Sono due anni che ci danno garanzie che non vengono poi rispettate, sono due anni che ci offendono, ci prendono in giro, ci dileggiano....potremmo anche sopportare se fosse per il bene dei nostri Marò, ma ora basta! Ora dobbiamo reagire come farebbe un'altra qualunque nazione: Blocchiamo immediatamente ogni import-export con l'India: niente di quello che è fabbricato in India deve entrare in Italia, tanto meno tutti i prodotti con marchio italiano che vengono fabbricati in India. Vuol dire che le nostre industrie furbette che usano la mano d'opera indiana per moltiplicare i loro guadagni, finché le cose non si risolveranno col rientro in Patria dei nostri due ragazzi, si accontenteranno di guadagnare un po' meno e di far lavorare i nostri operai. Fermiamo completamente il turismo verso l'India: con che coraggio andiamo là a portargli dei soldi? Non abbiamo rispetto per i nostri due militari e per le loro famiglie? Sospendiamo temporaneamente le licenze commerciali a tutti i negozi e ristoranti indiani che sono nel nostro Paese. Ritiriamo le nostre truppe in giro per il mondo: se la Nato non ci aiuta in questa battaglia per salvare i nostri due ragazzi, perché noi dovremmo continuare a mandare militari in supporto alle altre truppe, nei paesi "caldi"? Non facciamo assolutamente uscire i due Marò dalla nostra Ambasciata, non portiamoli domani in Tribunale; finché sono in territorio italiano sono difesi, ma se li arrestano, sono perduti. Ripeto, l'indignazione è giusta, ma è troppo poco, ed è tardiva; abbiamo perso due anni, ora i nostri militari rischiano, oltre alla pena capitale, perché non possiamo fidarci di chi è infido, dieci anni di prigione, dieci anni di vita: ma chi glieli rende a loro, alle loro famiglie? Mi scusi, ma vorrei poter fare molto di più per loro, oltre a scrivere a chi può fare qualcosa e a pregare; purtroppo sono le uniche cose che mi sono consentite. Grazie Simonetta Scotto

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