Cerca

Priorità per l'ambiente

Nel nostro territorio, a mio giudizio, sono due le priorità per la protezione dell’ambiente: stop al consumo di suolo, salvaguardia ed incremento degli alberi. Il suolo è una risorsa produttiva limitata, o meglio i tempi di rigenerazione sono così lunghi da considerarlo limitato. Il suolo produce beni alimentari, immagazzina anidride carbonica, garantisce la ciclicità degli ecosistemi grazie alla fauna e microfauna che in esso vive, garantisce gli equilibri idrici. Ogni volta che un metro quadro di suolo viene ricoperto di cemento stiamo dando vita ad un danno ambientale che dovremo subire e subiranno le generazioni dopo di noi. Nonostante questo il consumo del suolo in Italia, ma anche in Francia o in Germania, è spaventoso. Nella provincia di Lodi in 10 anni è sparita una superficie pari alla città di Lodi. Lo Stato fino ad adesso non ha considerato in maniera seria il problema, i Comuni incentivati dagli oneri di urbanizzazione per consumare nuovo suolo e i privati dai guadagni dell’edilizia. La crisi economica sembra aver limitato il consumo di suolo, ma dobbiamo essere capaci di dire basta al consumo di suolo. Alcuni comuni hanno già applicato il principio di “consumo di suolo 0” e dobbiamo imitarli per salvaguardare la nostra terra, tra le più produttive al mondo. Incentiviamo il recupero di aree abbandonate già all’interno di aree urbane. Così come il suolo, anche le specie vegetali sono di inestimabile valore e la nostra vita dipende da loro. L’ossigeno che ci regalano, l’anidride carbonica e altri inquinanti che eliminano, le funzioni fonoassorbenti e frangivento, i corridoi ecologici per gli animali, il paesaggio ecc. I privati e le Amministrazioni comunali devono essere sempre più sensibili all’importanza delle piante. Uno studio condotto da tre agronomi a Forlì, ha dimostrato come il verde pubblico e privato contribuisca all’abbattimento di circa il 15% dell’inquinamento atmosferico da polveri sottili. Una cifra non indifferente. Bisogna quindi piantare più alberi, valorizzando aree anche degradate. Bisogna incentivare gli agricoltori a tutelare le piante e a piantarne di nuove.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog