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No al nuovo ISEE

Egregio Direttore, mi chiamo Giustina Massaro, ho 51 anni, e sono una cittadina italiana disabile, con gravi patologie a livello motorio. Le invio questa mia lettera non nascondendoLe la mia più grande preoccupazione per il nuovo ISEE che fa diventare “ricchi” sulla carta noi disabili. Egregio Direttore, le condizioni di vita di chi ha dei gravi handicap lo costringono ad avere costantemente bisogno di aiuto e sostegno per ogni attività, per ogni gesto quotidiano, naturali per chi non ha problemi, ma ostacoli enormi per chi vive questa realtà. Vivere da disabile, oltre alle evidenti difficoltà fisiche, ci sono una serie di altri problemi: la scelta della casa ad esempio. Un disabile non può adattarsi a sceglierne una piccola e più economica . Egli ha bisogno di spazi e di ausilii per potersi muovere (un bagno più grande, una camera più grande, porte adeguate allo spostamento in carrozzina). E questo ha un costo elevato. Per gli spostamenti ha bisogno di un’automobile attrezzata, volendo prendere in gran parte dell'Italia i mezzi pubblici, per il disabile non è possibile, dato che metropolitane e autobus, sono inaccessibili. Inoltre la maggior parte dei farmaci sono a pagamento, per non parlare degli esami strumentali che per la lungaggine della prestazione del SSN constringe spesso a farle a pagamento. Fino ad oggi, con il vecchio calcolo dell'ISEE ho potuto accedere (anche se pochi) a dei servizi essenziali per la mia esistenza meglio dire alla mia “sopravvivenza”ma con i calcoli del nuovo ISEE, tali servizi saranno estremamente difficili da ottenere. Mi rendo conto dei tanti “ falsi invalidi “ Ma non è giusto che siano sempre i veri invalidi e le loro famiglie a pagarne sempre le conseguenze. In questi paesi del sud dove io vivo (Terra dei fuochi) le persone disabili sono abbandonati a loro stessi sia dai Comuni che dalle Istituzioni locali e posso garantire che è tristissimo, almeno dalle Istituzione nazionali desidererei più sensibilità aiuto e assistenza. La Costituzione che hanno pensato, scritta e voluta i nostri padri costituenti dice esattamente Articolo 2 La repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica. Articolo 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,di condizioni personali e sociali. È compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Articolo 32 La repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Spero di cuore che il Presidente del consiglio ,il governo e tutto il parlamento Italiano ristabiliscono i vecchi criteri di calcolo dellISEE Sarebbe una dimostrazione di grande sensibilità da parte della politica tutta verso le persone disabili. Cordiali saluti Massaro Giustina

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