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Le parcelle pazze dei Notai

Gentile Direttore, prima cosa puo' benissimo pubblicare il mio nome perchè non ho nessun problema con quello che scrivo. Forse il clima politico di questi giorni mi porta ad essere ancora più polemico del solito, visto che sempre di più mi rendo conto, che se un Capo di Stato si permette certe cose, la mia lettera Le sembrerà poca cosa. Nei giorni prima di Natale, mi reco da un notaio conosciuto per aver stipulato altri atti con lo stesso, per un atto semplice tra me e mio fratello, la rinuncia di entrambi all'azione di riduzione circa la donazione di nostro Padre ad entrambi di un appartamento ciascuno, pertanto un atto semplice, come spiegatomi dal mio legale, senza bisogno di registrazione alla conservatoria e senza nemmeno la necessita' di bolli da pagare. Inoltre al tavolo davanti al Notaio ho io dettato l'atto al Notaio che lo ha fatto stampare dalla segretaria. Ieri ho chiamato per ritirare l'atto e mi e' stato chiesto 2.000 euro, a questo punto ho chiamato il mio legale, che mi ha chiesto se il notaio fosse impazzito e mi ha suggerito di chiamare il notariato di Roma di via Flaminia per sentire se il Notaio puo', chiedere le parcelle che vuole. Il nome del Notaio, essendo un pubblico ufficiale dello Stato, e' di dominio pubblico, Notaio Alfio Grassi con studio in Prati a Roma, e poi la si deve smettere di coprire certe nefandezze. Sono sconcertato, e' vero che i Notai stipulano poco in questo periodo di stallo del mercato immobiliare, ma non si deve certo arricchire sulle mie spalle. cordiali saluti GIANLUCA GALLEASSO

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