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La Consulta boccia le modifiche estranee inserite nei decreti durante l’ iter parlamentare

In attesa della pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale, le notizie di stampa riportano che è stat bocciata la legge Fini /Giovanardi, mentre la Cosnulta si è espressa , non sulla illeggittimità della Legge Fini/Giovanardi, ma della illeggittimità di approvazione durante la fase di conversione in legge del Decreto. Ha cioè eccepito sulla violazione del secondo comma dell’ art.77 della Costituzione, che recita: Articolo 77 Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Quando, in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti. E’ evidente che il secondo comma dell’ art.77 parla soltanto di conversione in legge di un decreto e la Consulta sembra aver eccepito che le Camere, e il Governo, non hanno facoltà di proposta di emendamenti estranei all’ oggetto del decreto legge, durante il processo di conversione in legge. Spero che la Consulta abbia anche eccepito sulla valutazione di casi straordinari di necessità ed urgenza, ma anche senza questa precisazione, la maggioranza dei decreti legge degli ultimi anni, diventerebbe incostituzionale, sulla base della motivazione adottata ( se sono complete le informazioni di stampa), e non solo per la mancanza di straordinaria necessità e urgenza , ma anche se siano stati introdotte modifiche non pertinenti durante il processo di conversione in legge.Basterebbe cioè che qualsiasi giudice formulasse alla Consulta una domanda sulla costituzionalità della mqggioranza dei decreti, per vederne dichiarare l’ incostituzionalità di parti delle stesse leggi, sulla base della stessa motivazione della bocciatura della Legge Fini/Giovanardi. Se qualche giudice si trovasse in difficoltà a trovare tali elementi, si potrebbe ricordareloro le leggi milleproroghe, piene di favori, oggetto anche di osservazioni del Presidente della Repubblica, che pur non approvandole, invece di rifiutarne la controfirma, ha comunque inviato alle Camere, ad esmpio nel 2011, un suo messaggio per stigmatizzare l’ accaduto. In particolare , nel messaggio del 22/2/2011, il Presidente della Repubblica scriveva alle Camere, stigmatizzando sia l’ intervento governativo che parlamentare sul Decreto: A seguito delle modifiche apportate dalle Commissioni del Senato e dal Governo con il successivo maxiemendamento, al testo originario del decreto-legge, costituito da 4 articoli (di cui il terzo relativo alla copertura finanziaria e il quarto all'entrata in vigore) e 25 commi, sono stati aggiunti altri 5 articoli e 196 commi. Molte di queste disposizioni aggiunte in sede di conversione sono estranee all'oggetto quando non alla stessa materia del decreto, eterogenee e di assai dubbia coerenza con i princìpi e le normedella Costituzione Pertanto , la Consulta dovrebbe annullare quel decreto , se solo qualche giudice lo sollevasse davanti alla Corte stessa.

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