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GIUSTIZIA O CHIMERA

GIUSTIZIA O CHIMERA ? STORIA DI QUOTIDIANO MALAFFARE BARCELLONESE E’ dal lontano 2008 che aspetto giustizia e che invece si è trasformata in un incubo ! Un incubo fatto di violenza fisica e psicologica, che a tutt’oggi, grazie ad una fitta rete di "amicizie" e connivenze, non riesce a dare, non tanto a me quanto a mio figlio, la giusta lezione ad un comune delinquente di strada. Tutto inizia nel gennaio 2008, quando di ritorno da una serena giornata trascorsa in compagnia di mio figlio Giovanni, che all’epoca dei fatti aveva solo 9 anni, sull’autostrada PA-ME vengo improvvisamente aggredito da tale fazio sebastiano, il quale con il palese intento criminale di uccidermi sperona la mia auto ad una velocità di circa 150 Km/h sperando di buttarmi fuori strada. Non riuscito nel suo intento criminale il fazio, non pago del suo gesto, si avvicina alla mia auto che nel frattempo ero riuscito a mantenere in strada ed accostata al margine autostradale, e mi aggredisce con una pioggia di pugni e testate sul volto mentre io cercavo di calmare mio figlio che si era terrorizzato dal gesto di questo galantuomo. Il tutto finalmente finisce grazie al provvido intervento di una volante della Polizia Stradale che aveva assistito all’aggressione e che era intervenuta per bloccare questo galantuomo. Corre l’obbligo precisare che questo "signore" non era a me del tutto sconosciuto, infatti era stato il mio legale di fiducia per alcuni anni, ed al contempo era riuscito ad infiltrarsi in casa mia stabilendo una relazione sentimentale con la mia ex moglie che poi ha portato alla separazione sotto l’abile regia del fazio e del suo degno "compagno di merende" tale danilo di salvo, che ufficialmente rappresenta la mia ex moglie nella causa di separazione. In pratica colui che era il mio legale di fiducia utilizza le informazioni che mi riguardano per usarle contro di me in fase processuale fornendo le informazioni che poi vengono rappresentate dall’amico di salvo, che ricordiamolo è componente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Barcellona p.g., complimenti per la deontologia professionale che questo ordine dovrebbe tutelare. Voi mi direte ma cosa c’entra il di salvo con l’aggressione subita sull’autostrada ?! E’ proprio in questa occasione che si evidenzia e si esteriorizza il connubio tra il fazio ed il di salvo ! Infatti dopo circa un mese dall’aggressione mi viene richiesto dal mio avvocato Francesco Chillemi, di incontrare il fazio presso il suo studio al fine di dirimere quanto accaduto, poiché il tutto avrebbe rappresentato qualcosa di estremamente deleterio per la classe degli avvocati barcellonesi. Anche se totalmente contrario a quanto richiesto ho acconsentito all’incontro. Si presentano, pertanto, presso lo studio dell’avvocato Chillemi, il fazio accompagnato dal di salvo e da tale rocco bruzzese. Durante tale incontro, che sarebbe dovuto rimanere totalmente segreto, il fazio continua nella sua opera di discredito inveendo nei miei confronti; decido pertanto di lasciare la riunione e di proseguire nella mia opera di denuncia nei confronti del fazio. Questo episodio testè menzionato sarà riportato poi in fase processuale dal fazio, il quale candidamente ed incurante del segreto professionale che dovrebbe legare i colleghi avvocati, rappresenta l’episodio davanti al giudice, asserendo che l’avvocato Chillemi lo aveva convocato nel suo studio con fine ricattatorio e coercitivo, indicando i suoi degni compari bruzzese e di salvo a testimoni dell’accaduto. Presento pertanto formale denuncia contro il fazio, allegando tutta la documentazione unitamente al verbale redatto dalla Polizia Stradale. Attendo per molti mesi che qualcuno in procura di Barcellona p.g. si occupi della questione, mesi in cui sia io che i miei genitori siamo stati bersagliati da minacce, lettere anonime, sms del tono "puzzi più tu che la merda", "ormai che ti hanno sequestrato anche il buco del culo voglio vedere cosa fai", "la ciciulla batte il ciciullo tre a zero ed ai bambini pensano gli altri" e tanti altri messaggi che mi hanno dato una corretta dimensione del livello culturale di alcuni iscritti all’ordine degli avvocati di Barcellona p.g.; presento pertanto ulteriore denuncia per sollecitare la mia prima e rappresentare quanto era accaduto nel frattempo. Finalmente dopo quasi un anno dalla prima denuncia un magistrato tale martorelli decide di rinviare il fazio davanti al giudice di pace di Barcellona p.g. con l’accusa di lesioni e non con quella di tentato omicidio come avrebbe dovuto essere. Ma giustamente, come dice qualche politico che viene raggiunto da un avviso di garanzia, "abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura!". Dopo due anni di andirivieni e di udienze, il giudice di pace di Barcellona, tale la torre, emette la scandalosa sentenza di assoluzione del fazio. Come direbbe qualcuno "le sentenze non si commentano !" ma cosa vuoi commentare davanti a tanto squallore, questa sentenza si commenta da se! Ma come se non bastasse, proprio perché l’amico e collega fazio doveva essere tutelato a 360°, l’ufficio del pubblico ministero, in pratica il magistrato di cui sopra, non presenta appello ad una sentenza che definirla scandalosa è un eufemismo, ma noi come già detto sopra "abbiamo fiducia nell’operato della magistratura", ma di quale magistratura ?. Mi trovo pertanto costretto a dover presentare ricorso nella qualità di parte civile, ricorso che, grazie al Presidente del tribunale di Barcellona, viene accolto e condanna il fazio solo alla pena civile di risarcimento del danno, in quanto il pubblico ministero non aveva presentato ricorso. Sentenza questa che è stata successivamente confermata dalla Corte di Cassazione con sentenza del 27/03/2013 depositata il 14/06/2013 (si allega copia). Nel settembre 2013 mi sono preoccupato di informare l’ordine degli avvocati di Barcellona della sentenza emessa nei confronti di un loro iscritto, portando presso tale ordine copia della sentenza di Cassazione, ma dopo circa due mesi non ricevo risposta. Allora scrivo all’Ordine Nazionale Forense, il quale prontamente mi comunica che di aver provveduto a trasferire gli atti all’ordine degli avvocati di Barcellona p.g. "Evviva Maria !", è il solito gatto che si morde la coda, mi sembra ovvio che tale ordine di Barcellona non abbia alcuna intenzione di procedere nei confronti dell’amico fazio anche in considerazione del fatto che il "compagno di merende" di salvo è anche consigliere dell’ordine degli avvocati di Barcellona, ed è pienamente coinvolto in questa squallida vicenda. In data 25/11/2013, mi rivolgo ancora una volta al consiglio dell’ordine degli avvocati di Barcellona presentando ulteriore sollecito. Siamo giunti al 30 gennaio 2014 dopo ben sei anni dall’accaduto ed ancora il sottoscritto, ma soprattutto mio figlio non riusciamo ad ottenere giustizia. Questo bambino, ormai adolescente, è cresciuto con l’idea distorta che compiere questo tipo di azioni è qualcosa di lodevole, è qualcosa che merita ammirazione e compiacimento, anche perché dalla data dei fatti sino ad oggi, al sottoscritto è stato precluso dalla madre di poter incontrare i miei figli, che invece vivono giornalmente a contatto di questo pregiudicato che è stato sostituito, dalla madre, nella figura genitoriale del padre naturale. Constanta; lì 30/01/2014 Dott. Pietro Renda

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