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poveri noi

Caro Direttore, è sotto gli occhi di tutti gli italiani ben pensanti che la situazione del paese è arrivata ad un punto in cui non si può più accettare il nefando comportamento delle istituzioni, freno delle attività produttive, dei politici corrotti e incapaci e dei presidenti della repubblica non super partes ma, tutti rivolti verso gli interessi dei loro amici e del loro partito politico. Il popolo italiano deve trovare quella coesione indispensabile per diventare forza decisionale. La nazione non è soltanto l'insieme di elementi, di tradizioni, di costumi, ma l'anima nazionale è un'altra cosa, è la coscienza che si ha di sé medesimi, è ciò che si rappresenta nei confronti delle altre nazionalità che ci circondano; la coscienza delle proprie tradizioni e della propria cultura - non seconda a nessun'altra al mondo -. Solo con tale convinzione si potrà porre freno al malcostume dilagante, allo sperpero delle risorse economiche del popolo per mano di faccendieri politici . Si pensi alle gestioni fallimentari di Dini, Prodi, Monti, Letta e, Dio non voglia, anche del Rottamante. Abbiamo assistito ai bla bla di presidenti del consiglio, di presidenti della repubblica con i quali promettevano il taglio degli sperperi e infatti le poltrone sono aumentate, i senatori a vita sono cresciuti nel numero e mai nel loro apporto costruttivo al paese e, dulcis in fundo, Napolitano, dopo il suo secondo mandato, non ha nemmeno tentato di ridurre le spese enormi del Quirinale e i suoi compensi da sultano del Brunei, anzi le spese negli ultimi tempi sono salite a dismisura! Sarebbe interessante sapere cosa ne farà ti tutti i soldi che ha accumulato. Dove li metterà? Quando studente a Padova appresi un saggio proverbio veneto: Case da morto no ga scarsele. Le casse da morto non hanno tasche! I vari governi che si sono succeduti in Italia , grazie alla loro conclamata incapacità, hanno portato al disastro economico il paese; infatti vi è un aspetto morale della crisi sociale contemporanea che deve essere denunciato: la condizione di milioni di italiani incompatibile con la dignità della persona umana, chi lotta con l'indigenza non può essere considerato uomo libero. Signori politici, che ne fanno delle vostre parole i disoccupati, i diseredati e tutti coloro che vivono nella miseria grazie alle vostre errate decisioni prese in parlamento e al senato tra un manicaretto e l'altro offerti, obtorto collo, dai contribuenti? Il popolo deve pretendere l'istituto del Referendum Propositivo, e non solo abrogativo - abbiamo visto come in occasione dei referendum i risultati e la volontà popolare siano stati vilipesi dai soliti politici disonesti- tipo svizzero, in modo da avere i mezzi per cacciare lor signori in ogni momento e contrastare le loro decisioni, annullandole quando errate o non consone alle esigenze della Nazione. Parlamentari e senatori, siete lontanissimi, anzi, incapaci di concepire e far vostro questo concetto : " videat consules ne quid RES PUBLICA detrimenti capiat" [ provvedano i governanti affinché la repubblica non riceva alcun danno ] Ad maiora Cenzor

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