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In margine all’incarico per la formazione del nuovo Governo: lettera aperta alla signora Agnese Land

Gentile professoressa, suo marito Matteo si accinge ad assumere l'incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri, ossia a dire il ruolo pubblico al primo posto per importanza e prestigio, ma, in pari tempo, di maggiore responsabilità e impegno e, quindi, oltremodo gravoso. E però, mentre di tal evento si vanno giustamente occupando, senza sosta e con intensità, le cronache, i dibattiti, gli esperti e gli stessi addetti ai lavori, io, da comune cittadino con i capelli bianchi, ritengo opportuno e prendo l’ardire di rivolgermi a Lei, indirizzandole queste righe. Di primo acchito e superficialmente, l'argomento di cui mi accingo a dire potrà sembrare di nessuna importanza rispetto alla nomina e ai nuovi compiti di suo marito, non a caso situati al centro dell’interesse generale. Tuttavia, a mio modesto avviso, nel quadro in itinere, anche a lei personalmente toccherà prendere una decisione che potrà rivelarsi fondamentale, decisiva e influente: per lo meno, quanto, ad esempio, la nomina di alcuni ministri di formazione tecnica anziché d’impronta politica. Venendo al concreto, ho letto, sui giornali, la seguente dichiarazione, attribuitale, tra virgolette: "Trasferirmi a Roma? No, io resto a Pontassieve". Orbene, signora Agnese, in merito a questo preciso aspetto logistico, da parte mia sono invece fermamente convinto - e, perciò, spero che la frase anzi riportata rappresenti solamente una ciancia - dell’opportunità, anzi indispensabilità, che, almeno durante l’intervallo in cui Matteo compierà le funzioni di Primo Ministro, anche lei si trasferisca a Roma insieme con i figli, metta su casa lì e vi abiti, come adesso, tutta la famiglia unita. Dal Liceo dove insegna, prenda un periodo d’aspettativa, i ragazzi, a loro volta, non dovrebbero incontrare vere e proprie difficoltà a inserirsi in nuove scuole nella Capitale. Proseguendo nel discorso, sarà bello e utile, secondo me, che, la sera o a notte inoltrata, al termine delle sue giornate lavorative, Matteo, così com’è accaduto sinora, abbia agio di continuare a riabbracciare i propri cari fra le mura domestiche. Lasci stare, Signora, la circostanza che, con l’Alta Velocità, è dato di coprire rapidamente la tratta Firenze - Roma e viceversa. Per non parlare, poi, delle numerose e frequenti circostanze che richiedono la sua presenza fisica a fianco di suo marito. Lei potrà obiettarmi: "Che vuole mai, questo Tizio anziano, quale interesse si cela dietro a simili suggerimenti?" Semplicissima è, però, la replica. D’interesse personale, è scontato, nemmeno l’ombra e, tuttavia, da persona comunissima con ampie esperienze e dotata di occhi che sanno vedere, ho la convinzione che sia giusto quanto le ho esposto. Cara signora Agnese, in confronto alla sua bellissima Firenze, Roma è pur sempre una città e una residenza favolosa. Inoltre, credo che non sia proprio il caso che si ripeta la situazione verificatasi con riferimento a un recente predecessore di suo marito: e, se mi permette, non aggiungerei altro. Per terminare, traslochi senza esitazione e in bocca al lupo. 16 febbraio 2014 Rocco Boccadamo

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