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Luxuria rimanga nelle celle russe.

Egregio Direttore, in merito al fermo in Russia di un noto personaggio italiano non voglio entrare in una polemica sterile con il mondo omosessuale. Ritengo che chiunque si rechi in un paese estero ha come primo impegno quello di rispettare le leggi di quello Stato piacciano o no, altrimenti rimanga a casa. Evidentemente il soggetto in questione ritiene che in tutto il mondo sia in vigore il lassismo della giustizia italiana che consente anche all’ultimo immigrato di calpestare i nostri simboli e la nostra cultura. Ritengo che il signor o signora Luxuria non meriti lo spreco di tempo e di denaro per l’attivazione dell’unità di crisi della Farnesina (mi auguro che gli vengano addebitati i costi). Questa , invece, dovrebbe essere attivata in modo permanente per il caso dei nostri due marò. Giovanni Ridinò

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