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Come d’incanto si sono rivelati i guru della canzone.

Ha cominciato la Ventura, con X FACTOR, ha proseguito la Clerici con TI LASCIO UNA CANZONE (con bambini lanciati sul palco anche a notte fonda e non solo, lanciati nel mondo alla faccia della scuola che è stata messa in disparte); Fazio che sa tutto delle canzoni, dei libri, degli attori e dove collocarli. Pensare che questi “SIGNORI” facciano della beneficienza vuol dire che volano gli asini. Mentre viene da pensare che questi “SIGNORI” con uno staff ad hoc, forse fa firmare dei contratti per la compartecipazione agli utili sui proventi delle manifestazioni e/o produzioni, nazionali e mondiali (royalty) presenti e future. Ricordiamo che Fazio si è coccolato Roberto Saviano, gli ha fatto cambiare casa editrice e dopo non lo ha più coinvolto nelle “Sue” trasmissioni, perlomeno era con lui un giorno si e l’altro pure, oggi per trovare Saviano dobbiamo andare nella trasmissione della Sciarelli “CHI L’HA VISTO”. Le canzoni ammesse a San Remo rispecchiano solo la volontà di Fabio, il nuovo dio in terra che decide le sorti di un artista, alla SUA CORTE si accede solo per volontà e volere del Dio Fabio. La rai è una proprietà di Fazio? Il canone chi lo paga? Perché solo lui, controllato e controllore di un bene pubblico, deve decidere le sorti di un artista. Non è forse il pubblico che ha l’incombenza di decretare un giudizio insindacabile sugli artisti? Forse è arrivato il momento di vederci chiaro, bene e di capire se c’è qualcuno che ci guadagna sottobanco. A radio 24 Minoli ha revocato i tempi di mani pulite, la maggior parte degli esponenti politici che hanno ricevuto le tangenti sono stati annientati, solo quelli del PCI/PDS non sono stati toccati dalla giustizia, nonostante fosse emerso l’esistenza dei conti “GABIETTA” di Greganti, era emerso che le tangenti dirette agli esponenti del PCI/PDS approdavano anche in un conto svizzero, purtroppo le indagini su questi conti si sono arrenati, GREGANTI ha ammesso di aver preso le tangenti (con una valigia di soldi contanti era difficile dire il contrario), ma non ha fatto i nomi degli esponenti del partito che si spartivano la torta; Ochetto (segretario) nell’intervista ha ribadito: di non sapere nulla delle tangenti, se i dirigenti del partito di Milano avevano preso tangenti avevano sbagliato (ma nessuno li ha condannati). D’Alema nell’intervista ha negato un incontro con Gardini a Roma nella sede del partito, asserendo che quel giorno era a MOSCA (l’autista di Gardini ha confermato l’incontro nella deposizione in tribunale), D’Alema ha confermato di essere stato inquisito dal Procuratore della Repubblica di Venezia Dr. Nordio, e per un vizio di forma ha denunciato Nordio che è stato condannato a pagare un risarcimento danni di 9000,00 euro cadauno allo stesso D’Alema ed Ochetto; ne sa qualcosa Clementina Forleo, che aveva “osato” inquisire D’Alema ed altri ed è stata trasferita ad altro ufficio in altra città.

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