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La bellezza, quella vera, salverà il mondo...dal Salotto di Bartolo Fontana

Restituiamo la paternità a questa frase, definitivamente: Fëdor Dostoevskij. Fabio Fazio non c’entra nulla con questo concetto, inutile far credere agli Italiani di presentare un festival (inguardabile fino ad ora) imperniato, appunto, sulla bellezza. Il sipario che per problemi tecnici non si apre e quindi non fa vedere la foto del treno deragliato. Probabili attori che si fingono disoccupati e che minacciano di lanciarsi dalla balconata. La presenza di Beppe Grillo, presente in sala, come la più minacciosa delle coscienze col timore di chissà cosa avrebbe detto o fatto. Il brutto, si sa, è vigliacco e si nasconde tra le pieghe dell’imprevedibilità. A volte è studiata anche questa pur di alzare il cosiddetto share. Un duetto tra la Casta e Fazio che è meglio dimenticare. Poi, appare Cat Stevens, anzi Yusuf Islam Cat Stevens. Nel 1976, suo fratello, di ritorno da un viaggio a Gerusalemme, gli regala una copia del Corano. Regalo che segnerà per sempre la vita dell’artista convertendolo all’Islam. Dal settembre del 2001, per gli Stati Uniti, il suo nome compare nella lista degli “indesiderati” sebbene la maggior parte delle sue royalties (percentuali sugli incassi dei suoi innumerevoli successi) siano destinate alle vittime della carestia in Africa e al fondo delle vittime dell’11 settembre 2001. “ lI compito di una religione è far sì che tutti i popoli della Terra possano tenersi per mano”, questo ha detto, Yusuf Islam Cat Stevens, ieri sera a Sanremo. La bellezza salverà il mondo. Evidentemente Fabio Fazio deve essere rimasto fermo sulla prima traduzione del testo del libro l’Idiota scritto dal grande russo: “Il mondo salverà la bellezza”. Nella costruzione russa della frase s’inverte oggetto e soggetto. Come stiano esattamente le cose conta poco: la sostanza è che il “mondo” è la conseguenza di ciò che siamo. Il desiderio è un passaggio fondamentale tra sogno e realtà. Tra ciò che è brutto e ciò che è bello. Forse manca il desiderio e senza di esso non esiste amore e quelle mani che dovrebbero stringersi l’una all’altra rischieranno di allontanarsi definitivamente e allora sarà la bruttezza a distruggere il mondo. Forse siamo ancora in tempo, fino a quando, almeno, leggeremo testi come “Father and son”.

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