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Due soldati "d'acciaio"

Da due anni i marò sono detenuti in India senza un capo d’accusa formale, e senza sapere che tipo di corte li processerà e in base a quale legge specifica. Il governo Napolitano 1 - detto anche governo Monti - ebbe l’opportunità di tenerli in Italia (Natale 2012); bastava farli “trattenere” da un PM di roma, il quale poteva fare ciò che stanno facendo ora gli indiani: continui rinvii, interrogatori alle calende greche, ecc.; quello che i giudici italiani fanno normalmente, insomma ! Ma non volle. Il governo Napolitano 2 – detto anche gov. Letta – si è svegliato ora, dopo due anni, solo perché pare possibile che i due possano essere condannati a morte. Sarebbe il colmo ! ...Probabilmente non sono nemmeno stati loro (quelle strane traiettorie a “L” dei proiettili…; ma questo si vedrà). Peraltro il governo Napolitano 2 (ora poi toccherà al Napolitano 3: Renzi) ha abbaiato un po’ per bocca del ministro Bonino, ma non ha messo in atto nessuna mossa “forte”: per es. il ritiro dell’Italia dalle missioni anti-pirateria (volute dalla UE e dalla NATO, sia chiaro), o il ritiro dalle missioni “di pace” nel mondo, ecc.ecc. Ma soffermiamoci un attimo: il gruppo indiano Mittal è da anni il numero uno mondiale nell’acciaio; ha già qualche attività in Italia, e una buona rete commerciale. L’ILVA, finita la gestione statale (1995), ha sempre fatto utili e fatto gola ai concorrenti. Da quasi due anni - guarda il caso - è finita nel mirino dei giudici, che di fatto hanno ormai espropriato i proprietari. Vuoi vedere che alla fine.....gatta indiana ci cova ? “Vi ridiamo i marò, ma ci date ILVA; con lo sconto” (E non dimentichiamo gli elicotteri Finmeccanica; anche quelli li vogliono in saldo). In Asia sono maestri nell’arte della trattativa. Il tempo gioca per loro. “A pensar male si fa peccato….ma di solito ci si azzecca” Lo diceva Andreotti; il massimo esperto. P.S. - La reazione tardiva e svogliata del governo fa sorgere pensieri malandrini: una sciagurata condanna a morte dei marò correrebbe il rischio di svegliare dal letargo i vertici militari italiani, che si sentirebbero abbandonati dai politici; una tale circostanza potrebbe generare qualche accenno di ribellione, qualche “pronunciamento”. “Pronunciamento” che, se si saldasse con l’esasperazione dei cittadini, potrebbe avere conseguenze imprevedibili... Insomma, fra la prospettiva di cedere ILVA agli indiani - per i politici sarebbe una “liberazione” -, e il rischio di inimicarsi i militari italiani, i nostri governi si stanno barcamenando in qualche modo. “Teniamo famiglia”, pensano i politici. L’andreottismo non è mai tramontato. Alberto Dalla Villa MILANO

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