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Requiem a morto

Suona come un requiem a morto questa carnevalata chiamata festival di sanremo. Dura oramai dal primo dopo guerra,quando c'erano le prime tv b.n.ed avere un frigorifero era un lusso.Beh allora la EIAR era un'altra cosa,era pulita e candida come un po'tutti noi d'allora.Magari un po' di ipocrisia e di arrivismo guastavano la società ma i principi erano sani e l'onestà intellettuale non si era ancora macchiata di ignavia.C'era la mucca carolina e il mago zurli'.C'erano la D.C., il P.C.I.,il P.S.I. e le tribune elettorali e c'era una legge elettorale con le preferenze.Eppure era circa 50 anni fà e non c'erano i telefonini nè le chat.Qualcuno ora parla di essere stufo di fare il buonista quando allora bastava guardare Mike Buongiorno o Corrado e ti dimenticavi di aver lavorato come un cane per 12 ore.Le campane suonano a morto perchè il tempo delle farse è finito.Ora è tempo di streaming.Tutto va veloce mentre sul palco rivediamo le solite cariatidi ripescate per qualche punto di ascolto nel silenzio totale di una società disgregata e pronta ad esplodere. Ridateci i Fratelli Karamazov o Ritintin e con Zorro andiamo a dormire invece di vedere certe facce che sono solo un lassativo mediatico che è già scaduto.

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