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Da assegno circolare a cambiale perpetua

Caro Direttore, oggi è' nato il terzo Governo consecutivo non scelto dagli elettori. Ne prendo atto con sconcerto, ma il mio stato d'animo diventa paura allorché leggo che il neoministro dell'economia stravede per patrimoniale e tasse sui consumi. Fino a qualche anno fa la mia famiglia viveva con la convinzione che se avesse avuto bisogno di ulteriore denaro per imprevisti o salute avrebbe potuto vendere in breve tempo gli immobili che noi, come tanti, ci troviamo per merito dei sacrifici dei genitori. Quell'eventualità si è concretizzata e la nostra capacità di risparmio, un tempo destinata a mantenere dignitosamente le proprietà, si è volatilizzata per l'invenzione dell'Imu calcolata con l'assurda uguaglianza tra 'liquidità' e 'possesso di immobili': per farvi fronte, in attesa di vendere, abbiamo acceso un mutuo. Nel contempo il mio lavoro di ingegnere libero professionista ha visto molto assottigliarsi gli spazi operativi ed i redditi per le conseguenze dell'iniqua tassazione di cui sopra, dalla quale è scaturita una assai prevedibile (ma non dagli economisti...) paralisi del mercato immobiliare: molti liberi professionisti sono assimilabili agli esodati poiché non c'è' più bisogno di loro ne' possono aver diritto a pensione. Mia moglie, che insegna in una scuola superiore, ha stipendio non solo 'bloccato' ma anche assottigliato da ritenute fiscali man mano incrementatesi negli anni (le cosiddette rapine altrimenti dette 'addizionali'. Non esiste più un equilibrio tra domanda e offerta, poiché la nostra famiglia, come tante, sta cercando da oltre un anno di vendere qualcosa di ciò che possiede senza nemmeno trovare possibili acquirenti: e quanto da noi richiesto e' oltre un terzo inferiore a quello che avremmo ottenuto tre anni fa. La conseguenza e' che non possiamo più permetterci manutenzioni nemmeno ordinarie e quindi ciò che abbiamo non può sottrarsi al degrado: quest'anno sarà impossibile pareggiare entrate ed uscite tra tasse, rate di mutuo, bollette, trasporti e imprescindibili necessità familiari.. Questa storia accomuna la mia a tante famiglie italiane.. che lo Stato ritiene ancora essere invece più che benestanti ma che invece non lo sono per nulla, avendole impoverite. La cosa imbarazzante e' che lo Stato si è' similmente impoverito anch'esso, ma ritiene di sanare il debito vendendo i suoi immobili, il cui valore ha colpevolmente assai diminuito sottoponendoli ad una tassazione immorale: anche io vorrei fare così ma il minor prezzo non e' colpa mia. Ritorno al punto di partenza... Qual è la logica che porta al Ministero delle Finanze un uomo che condivide una cosi esasperata tassazione immobiliare e che vuol tassare i patrimoni confondendo la liquidità reale con il valore di mercato di un immobile in un mercato che non c'è più? La casa, che muove ogni settore produttivo (una nuova casa e' un affare per ogni tipo di industria) da essere in passato un assegno circolare e' divenuta oggi una cambiale, il cui incasso lo Stato esige tutti gli anni cambiando talvolta nome. La nuova ricetta sarebbe allora tassare i consumi (e quali?) e le proprietà immobiliari che anno dopo anno valgono meno? Certo, il Governo Renziano (Renzi-Napolitano) nasce all'insegna della novità !!!!!!

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