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È nato il "roseo" governo di Renzi, pieno di spine e senza futuro

È nato il “roseo” governo di Renzi, pieno di spine e senza futuro Matteo Renzi dopo essere entrato a gamba tesa su Enrico Letta e averlo costretto a lasciare il campo, ora con un esercito di ministri al femminile, 8 su 16, e qualcuno come quello all’Economia, Pier Carlo Padoan, imposto dai poteri forti con la mediazione del Capo dello Stato, è diventato il nostro Presidente del Consiglio. Ma non doveva essere il popolo a decidere attraverso il voto? No, perché Giorgio Napolitano, abusando del suo ruolo, se ne è infischiato delle norme che regolano la nostra forma di governo. Infatti, dopo il fallimento del governo Letta avrebbe dovuto, per coerenza, dimettersi anche lui e sciogliere definitivamente le Camere, per permettere al popolo italiano, secondo Costituzione, di andare al voto e non perdere altro tempo prezioso. Invece cosa ha fatto quell’ex comunista di Napolitano? Ha ridato l’incarico, per la terza volta in poco più di due anni, dal novembre 2011 con le dimissioni di Berlusconi, ultimo premier eletto dagli italiani, prima a Monti, poi a Letta e infine all’attuale segretario del PD, Matteo Renzi. E così, la democrazia in Italia è andata a farsi benedire. Sembra di vivere in una dittatura marxista, di tipo cubana dove a Fidel Castro (leader simbolo della sinistra italiana) è succeduto il fratello Raul, senza consultare il popolo. Andare al voto sarebbe stato il male minore! Ora invece perderemo altro tempo, di sicuro un altro anno, e poi andremo comunque a votare, con un Italia allo sbando. D’altra parte Renzi ha la stessa maggioranza di governo del suo predecessore Letta, di conseguenza non è cambiato molto, i numeri sono sempre risicati soprattutto al Senato e allora non era meglio andare a votare ? No, perché il Presidente Napolitano è contrario ! Lo stesso Renzi si è dovuto piegare al suo diktat sulla nomina del Ministro dell’Economia che non ha potuto egli stesso scegliere, come altresì è dovuto scendere a patti con il NCD di Alfano, che forte dei suoi 30 Senatori al Senato ha fatto la voce grossa ed è stato accontentato con tre Ministeri. Siamo ritornati ai teatrini della « Prima Repubblica». Che spettacolo vergognoso ! In base a questo suggerisco comunque al leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, di non fidarsi troppo di quel “Gian Burrasca ” di Renzi, perché chi tradisce la propria famiglia di appartenenza politica, non ha più nessuna remora a non rispettare i patti presi con altri partiti. L’Italia ha tanti problemi da risolvere, in primis la disoccupazione giovanile, poi la pressione fiscale che sta uccidendo le piccole e medie imprese e i governi pensano solo alle loro poltrone da difendere, mentre l’Italia va a rotoli a causa di una classe politica incapace di agire. Renzi avrà un compito difficile, perché non potrà fallire un obiettivo nei prossimi 100 giorni di governo, avendoci messo la faccia, ma si deve guardare bene le spalle all’interno del suo partito, in quanto una parte del PD non era d’accordo sul cambio di persona a Palazzo Chigi. Egli avrebbe dovuto aiutare il suo compagno di partito Letta a fare le riforme più importanti e poi andare al voto. A dir la verità non capisco chi glielo ha fatto fare a prendersi questa responsabilità; in qualità di segretario del PD avrebbe dovuto lavorare per il bene dell’Italia in sintonia e lealtà con il premier Letta e poi passare la parola ai cittadini italiani. Renzi è sicuramente un personaggio nuovo e particolare nel panorama politico italiano, però con il suo operare ambiguo, pieno di ambizione ha pugnalato un membro del suo partito e ora deve stare attento a non farsi rottamare egli stesso dal vero e unico, grande rottamatore: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Arrivati a questo punto, forse non ci rimane che affidarci al patrono della città di origine di Napolitano, San Gennaro, sperando che ci faccia la grazia di convincerlo a lasciare il Quirinale, affinché non commetta altri danni irreparabili al nostro paese. Gerardo Petta, Zurigo

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