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Morandi: "Scendo nell'arena con Celentano"

Gianni ospite d'onore negli show di Adriano. Pronto pure il cd: dopo Sanremo, sceglie il canto

Gianni Morandi

La terra trema ancora. Ma il cuore dell’Emilia-Romagna batte forte. Domani sera allo stadio di Bologna andrà in scena la più colossale dimostrazione di affetto che la legione degli artisti di queste terre darà a favore delle zone colpite dal terremoto. Con diretta su Raiuno dalle  21,20 lo show benefico denominato Concerto per l’Emilia e presentato da Fabrizio Frizzi (bolognese) con Raffaella Carrà (bolognese) nelle vesti di guest-star, si svolgerà in uno stadio strapieno: quasi 40.000 i biglietti venduti (30 euro l’uno), un sold-out proficuo e salutare, più di venti i big dello spettacolo che si alterneranno con due-tre canzoni a testa in un evento che, anche artisticamente, si annuncia unico. In prima fila i Nomadi, poi Ligabue e Laura Pausini, la rediviva Caterina Caselli («Torno a cantare dal vivo dopo 43 anni, come se Rivera scendesse in campo agli Europei con l’Inghilterra!», ha detto l’ex Casco d’Oro degli anni ’60) e Samuele Bersani, Francesco Guccini che proporrà Il vecchio e il bambino e, con la Caselli, Per fare un uomo. E poi Nek e gli Stadio, Mingardi e Paolo Belli, Luca Carboni e Zucchero. L’ultimo a unirsi al Live Aid all’emiliana è stato Gianni Morandi.

Morandi, lei è stato sempre in pole position quando si parla di solidarietà. Non poteva mancare.

«Ma ho rischiato di farlo. Nei giorni in cui Beppe Carletti dei Nomadi ha ideato il concerto, mi sono infortunato, sono caduto correndo e mi sono rotto due costole. Un male infernale... Ho preso qualche giorno di tempo per capire se fossi stato in condizione di... scendere in campo. Ora sto benone».

Torna su palco a cantare dopo due Sanremo da presentatore. Cosa proporrà?

«Una premessa: se un cantante non canta, la voce va giù d’allenamento. Come un atleta che sta fermo mesi. Non mi sento al top ma non potevo certo dire di no. Riproporrò, con gli Stadio, Chiedi chi erano i Beatles, una canzone epocale per tutti». 

A ottobre sarà al fianco di Celentano nei due grandi show all’Arena di Verona: un modo per ringraziare Adriano della sua presenza all’Ariston che tanto clamore ma anche successo hanno assicurato all’ultimo Festival?

«In realtà io e Adriano ci siamo scoperti amici come non mai. A Sanremo ero il padrone di casa, all’Arena sarà lui la star e io l’ospite. Altro non so, lui è imprevedibile... Da 50 anni facciamo vita insieme nel mondo dello show-business».

Avete anche inciso un brano insieme: Ti penso e cambia il mondo. Andrà su disco?

«Doveva uscire qualche mese fa, penso finirà in un cd in vendita durante i due show di Celentano all’Arena».

Si rivedrà persino Morandi attore in un film. Ma non ha voglia di tornare alla sua prima professione?

«Il film l’ho girato la scorsa estate insieme a Valerio Mastandrea e Elio Germano. Il mio è un ruolo drammatico, la storia di un cantante che torna ad avere successo ma ha problemi con la moglie, malata. Sarà nei cinema prima di Natale».

 La patata bollente di Sanremo 2013 è stata data a Fazio: lei tornerà in tour?

«La voglia ci sarebbe ma non l’idea giusta né un progetto originale: tre ore sul palco non sono uno scherzo. Per ora stiamo lavorando insieme ad altri artisti a una serata-tributo per Dalla. Non è stata ancora definita ma dovrà essere all’altezza del talento di Lucio, del ruolo che aveva nella musica. Domani sera inizieranno a farlo, interpretando in duetto L’anno che verrà, la Pausini e Cremonini».

Tornando al concerto di Bologna, con i biglietti venduti e grazie alla raccolta fondi degli sponsor promossa da Joydis è stato raccolto oltre un milione di euro che sarà devoluto interamente, senza tagli fiscali, per la ricostruzione dei centri distrutti dal sisma. Bersani (Samuele...) ha invitato tutti gli artisti a esibirsi ovviamente gratis e a rinunciare ai proventi derivati dalla Siae.

«Doveroso. Dovrà essere una serata di musica che nasce dal cuore; una raccolta fondi e un gesto concreto verso i nostri corregionali che stanno ancora soffrendo, che vivono da settimane nelle tendopoli e, soprattutto, che non possono lavorare. Le zone attorno a Modena le conosco bene, a fine anni ’50 le battevo con l’Orchestra Scaglioni e facevamo serate a Finale Emilia, Sant’Agostino, Novi... Le terre di Caterina Caselli. L’Emilia è una regione unica, è la Nashville europea. Una volta tanto la musica può fare qualcosa per questo humus, per le nostre radici. Se ne siamo fieri? È soltanto un nostro dovere».

Intervista di Leonardo Iannacci

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