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Renzi, l'agenda dei sogni: tagli su Irpef e Irap, ecco le coperture

Matteo Renzi a Ballarò

Matteo Renzi a Ballarò

Taglio di cuneo fiscale, Irap e Irpef: è l"agenda dei sogni" di Matteo Renzi per le prossime settimane. Difficile, forse impossibile varare una riforma delle tasse sul lavoro tanto incisiva in così poco tempo, e con una maggioranza tutt'altro che solida. Ma è la scommessa del nuovo premier, che anche per accontentare i malpancisti del Pd (che al Senato e alla Camera non mancano) intende fare tutto nei prossimi tre mesi. Addirittura, già entro questa settimana vorrebbe portare in CdM una sforbiciata del 10% all'Irap versata dalle imprese, roba da 2,5 miliardi di euro. Poi il cuneo fiscale, vero asso nella manica del governo. Filippo Taddei, responsabile economico del Pd, punta a "trovare 8 miliardi di euro nei prossimi 12 mesi, forse anche 10 miliardi". E' questo quel che serve per regalare 100 euro al mese ai lavoratori dipendenti, ai quali si potrebbero aggiungere altri 50 euro mensili grazie al taglio dell'1% sull'Irpef  (intervento da 8 miliardi) per i dipendenti che guadagnano meno di 2.000 euro mensili netti. Un bel biglietto da visita nel caso si tornasse alle urne tra un anno.


La copertura: spending, Bot e... - Questo intervento massiccio sugli ammortizzatori sociali richiederebbe almeno una ventina di miliardi di euro, addirittura 100 contando tutte le altre riforme. Dove trovare le coperture, visto che fino a un paio di mesi fa il governo Letta (con la stessa maggioranza e gli stessi conti) ha faticato a trovare 1 miliardo per l'abolizione dell'Imu? Taddei e Renzi sono tranquilli. Innanzitutto, spiega il responsabile economico del Pd, si possono recuperare 5-6 miliardi dalla spending review. Al dossier sta già lavorando il neoministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che martedì ha incontrato il commissario alla revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli. Di sicuro i numeri resi noti dalla Commissione Ue, che ha rivisto al ribasso (dallo 0,7 allo 0,6%) la crescita dell'Italia per il 2014 non aiuta il premier e la sua squadra. Al tempo stesso, però, proprio dall'Ue arrivano segnali ottimistici sulla riduzione ulteriore dello spread: secondo fonti di governo, si confida di poter risparmiare almeno 2 o 3 miliardi l'anno sugli interessi da pagare sui titoli di stato. E poi, ultima carta e forse più sicura, la tassazione sulle rendite. Nel suo discorso alla Camera, per la fiducia, Renzi ha ribadito come non abbia intenzione di tassare i Bot per i piccoli risparmiatori, ma che "si dovrà ragionare" su tutto il resto. "Noi dobbiamo spiegare che se uno compra Bot viene tassato al 12,5%, se va a lavorare viene tassato al 23%". Una "redistribuzione" delle imposte che secondo Mario Sensini del Corriere della Sera si potrebbe unire alla riduzione delle aliquote sul risparmio previdenziale, come fondi pensioni, Tfr e assicurazioni a vita, oggi tassate all'11 per cento.

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Commenti all'articolo

  • fafner

    16 Maggio 2014 - 10:10

    Un buon inizio sarebbe risparmiare i vitalizi elargiti a tanti ex-parlamentari la cui presenza nei sacri palazzi si è rivelata del tutto inutile quando non addirittura dannosa , a tanti altri che hanno brillato per le loro assenze e ad alcuni che addirittura si son fatti vedere solo per il tempo strettamente necessario per il disbrigo delle pratiche inerenti al loro insediamento .

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  • andresboli

    26 Febbraio 2014 - 10:10

    Non riuscirà a fare nulla, faranno di tutto per impedire qualsiasi riforma. Alla maggioranza dei parlamentari l'unica cosa che li interessa e farsi i cazzi propri e usare il parlamento come mezzo ,

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  • andresboli

    26 Febbraio 2014 - 10:10

    Non riuscirà a fare nulla, faranno di tutto per impedire qualsiasi riforma. Alla maggioranza dei parlamentari l'unica cosa che li interessa e farsi i cazzi propri e usare il parlamento come mezzo ,

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