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casse vuote per Marino

Il governo blocca il dl Salva Roma. Roma rischio default. Boschi: "ne approveremo uno nuovo"

Ignazio Marino

Il Campidoglio a rischio default e rimarrà sull'astrico della bancarotta, con un buco di 485 milioni, almeno fino ad un altro decreto Salva Roma. Il ministro per i Rapporti con il parlamento Maria Elena Boschi avrebbe comunicato ai capigruppo di Montecitorio, riuniti il 26 febbario, che il governo prende atto dell'ostruzionismo e rinuncia al provvedimento che era già stato approvato dal Senato. Dopo che il Pd ha chiesto e ottenuto in mattinata lo stop alla discussione generale alla Camera sul dl Salva Roma, il governo ha ritirato il decreto, che quindi non è stato né discusso, né votato. L'ostruzionismo viene ancora una volta da Movimento 5 stelle e dalla Lega Nord.

Questione di tempo - La Boschi non si dice allarmata e ha affermato che il governo "varerà un nuovo provvedimento, dopo una valutazione dei contenuti, che contenga anche le norme sull'Expo e sulla Sardegna", spiegando che la scelta di rinunciare alla conversione del decreto è "in ragione del'elevato numero di emendamenti, che avrebbero potuto tenere l'Aula impegnata per 215 ore, ben oltre la scadenza del testo", previsto per il 28 frebbraio.

La Roma di Marino - Chi si dice invece allarmato è Ignazio Marino, primo cittadino della capitale, che però è sicuro della sua posizione. Gli avrebbero certo fatto comodo quei 320 milioni nel bilancio (già approvato) 2013 e altri 165 in quello (da fare) del 2014. "Non sto minacciando dimissioni - ha dichiarato Marino al suo arrivo nella sede del consiglio dei ministri - ma voglio sapere qual è la mia job description. Non sono pronto per la job description di commissario liquidatore", quasi a sostenere che non è disposto a lasciare una Roma che fa acqua da tutte le parti, ma che comunque vuole sapere come uscire dal collasso. Poi continua: "Se c’è bisogno di un sindaco che gestisce un bilancio dalla Capitale d'Italia, io sono felice di esserlo perché ho avuto l’onore di essere eletto dai cittadini. Se c’è bisogno di un commissario liquidatore che licenzi il personale, venda Atac e Ama, dismetta Acea e metta in cassa integrazione tutto il personale io non sono disponibile a fare quel lavoro lì".

La felicità della Lega - Sorriso della Lega dopo l'accantonamento, che ha il valore di una vittoria come ha affermato lo stesso Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, su Facebook. "Il governo ritira il decreto Salva-Roma e gli italiani risparmiano 1 miliardo di euro, che sarebbe finito a tappare il buco della Città più indebitata del mondo. Chi sbaglia paga, politici romani a casa! Lega, unica opposizione".

 

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Commenti all'articolo

  • villiam

    27 Febbraio 2014 - 18:06

    ma se si dimette sarà festa grande ,di persone insignificanti è pieno il pd!!!!!!!!!!!!11

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  • fraferra

    27 Febbraio 2014 - 12:12

    Lasciate che ROMA affondi assieme ai suoi politici romani, che diventi una IMMONDIZIA, una CLOACA a cielo aperto, se lo meritano,,,,, se non sono capaci di fare le spese secondo le entrate, che stiano a CASA!!!

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  • stufoditutto

    27 Febbraio 2014 - 11:11

    Marino cosa aspetti, vai a casa tua.. risanate il bilancio vendendo i beni del Comune, perchè ? è molto semplice ,quando la "posta" finisce chi gioca la ripiana con i propri danari . E' ora di finirla chiamare in causa i predecessori dovete ammettere le responsabilità di TUTTI quelli che si sono succeduti nell'incarico egregio Sig. Sindaco.

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  • Argonauta

    26 Febbraio 2014 - 18:06

    Vada come vada pagherà sempre pantalone maledetti mangiapane a UFO

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