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Una storia di discriminazioni

Milano, la classe del liceo contro la ragazza disabile: "Niente gita? Colpa sua"

All'istituto Albe Steiner i compagni e i genitori attaccano: "Se ne vada, i nostri figli vengono penalizzati"

Milano, la classe del liceo contro la ragazza disabile: "Niente gita? Colpa sua"

L'ultimo caso di discriminazione verso una persona disabile è avvenuto in una scuola di Milano. Una ragazza di diciassette anni è stata messa al centro di una vicenda spiacevole, triste e umiliante, quando i suoi compagni, supportati dai loro genitori, si sono lamentati per la sua presenza all'interno della classe. "Se c'è lei - questo il loro pensiero - non possiamo andare in gita". I compagni e i genitori sono arrivati a chiedere alla madre della ragazza disabile di trasferirla in un altro istituto.

Per colpa sua non andiamo in gita - La vicenda si è svolta all'Itsos Albert Steiner, dove la ragazza, come detto, è stata accusata di essere la ragione per la quale sono state cancellate le gite scolastiche che prevedevano di andare a cavallo e a pattinare. "Le uscite sui pattini o a cavallo sono di ginnastica - viene scritto in una mail indirizzata alla madre della studentessa disabile -. Credo che tua figlia sia esonerata dalle ore di educazione fisica, quindi perché limitare tutta la classe?". I toni, poi, sono diventati ancora più accesi, le email più dure. "Nelle ultime settimane - ha spiegato la madre della ragazza disabile in un'intervista a Repubblica - è stato un crescendo di frasi terribili che mi hanno offeso e fatto sentire isolata, con mia figlia additata come un problema. Io mi sarei aspettata solidarietà e condivisione del problema".

La risposta dei docenti - Una delle insegnanti della scuola ha dichiarato che l'accusa mossa dagli studenti alla compagna di classe "è totalmente falsa. Lei non c'entra niente, anzi. L'ho spiegato in classe più volte, ma lo ripeterò, perché forse non mi hanno ascoltato bene". Una delle professoresse di sostegno alla classe, infatti, ha spiegato: "Le gite sono state cancellate per problemi di disciplina della classe. La ragazza oggetto di accuse è al contrario un modello di bravura ed educazione. Mi spiace molto per il clima che si è instaurato in quella classe. In questo istituto siamo all'avanguardia per l'accoglienza ai disabili, vengono anche dall'estero a studiare i nostri interventi. Non permetteremo che la ragazza venga discriminata".

Milano, MI, Italia

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Commenti all'articolo

  • bocciatore

    28 Febbraio 2014 - 18:06

    Tutti bravi e amorevoli pieni di buoni propositi a parole e peggio ancora per strappare l'applauso, ma alla prova dei fatti quando tocca a questi falsi buonisti i risultati si vedono.

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  • ulisse di bartolomei

    28 Febbraio 2014 - 00:12

    Integrare un disabile tra "normodotati" è semplicemente impossibile. Lo si può aiutare a non sentirsi escluso ma di più non si può. Finirà inevitabilmente per desumere che gli altri "recitano da buon samaritano", sentirsi un peso e crearsi sensi di colpa o astio verso i più fortunati. Se la scuola non è preparata in modo da non sacrificare le attività previste, seppure integrandovi un disabile, deve semplicemente evitare tali esperimenti. Dalla mia esperienza (tutt'altro che positiva) di cotali integrazioni, sono propenso a credere che gli altri alunni abbiano ravvisato nei docenti un approccio riduttivo, allo scopo di non dispiacere il disabile, evitando le gite.

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  • ulisse di bartolomei

    27 Febbraio 2014 - 19:07

    Sono situazioni pietose dove trovare un equilibrio etico è veramente difficile. Mi viene in mente però, che in uno di questi istituti progresssisti, il Tenca a Milano...(ma preferisco non specificarlo... ops!), per cinque anni (cinque!!!!!!) mia figlia non ebbe un insegnante "attivo" in Inglese in quanto la titolare era sempre malata e la sostituta veniva soltanto per dire "studiate da pagina a pagina" e poi faceva i fatti suoi. Scegliemmo il Tenca per la materia musica e nello specifico "pianoforte", poiché non riuscimmo ad iscriverla in tempo al conservatorio, ma qui questa materia era inconsistente.e ne uscì senza progressi. Dall'articolo non si capisce in quali termini stia la faccenda, ma inserire disabili e adeguarvi l'attività generale è un'isteria dei nostri tempi. Peraltro dei progressisti a tutti i costi mi fido per nulla...

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  • alberto55

    27 Febbraio 2014 - 18:06

    Personalmente manderei a scuola di educazione civica I GENITORI CON I LORO FIGLI "NORMALI" che si sono adoperati ad una storia come questa! Infami e vigliacchi!!!

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