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Il retroscena

Berlusconi minaccia di rendere pubblico il patto con Renzi

Silvio Berlusconi

La teoria della maggioranza variabile, alla prima prova, si è dimostrata - appunto - soltanto una teoria. Il gioco di Matteo Renzi è già quasi finito. Le sue costruzioni mentali si sono disintegrate sulla riforma elettorale, su quell'Italicum che il premier sta provando a "taroccare", non rispettando i patti stretti con Silvio Berlusconi. Tutto ruota attorno al cosiddetto emendamento D'Attore, che prevede di applicare l'Italicum solo alla Camera, in attesa di riformare il Senato. Una sorta di supercazzola legislativa: Renzi cerca di riproporre l'emendamento Lauricella (quello che subordina la riforma elettorale all'abolizione-trasformazione di Palazzo Madama) sotto mentite spoglie. Ma la sostanza non cambia. I patti non erano questi e Forza Italia insorge (con l'emendamento D'Attore le conseguenze sarebbero le stesse: legislatura blindata, almeno per uno-due anni in più, sfruttando il terrore dei Palazzi romani, ossia quello di andare al voto con il proporzionale quasi-puro al Senato).

Secondo Renzi, almeno stando a quanto riferisce al suo inner-circle, ci sarebbe un'ipotesi di accordo sul D'Attore anche con gli azzurri. Renato Brunetta, però, non sembra pensarla così, e gli avrebbe ripetuto: "Pacta sunt servanda". Il punto è capire a quali patti si vuole attenere il premier: a quelli scritti nero su bianco con Berlusconi e Denis Verdini oppure a quelli verbali con Angelino Alfano? L'ex sindaco di Firenze, insomma, cerca di stravolgere l'intesa. Deve convincere il Cavaliere, e non sarà impresa semplice. Affatto. Tanto che, secondo quanto rivela Francesco Verderami sul Corriere della Sera, Berlusconi pensa a rendere a Matteo pan per focaccia, rivelando al "grande pubblico" tutti i punti di quello che fu ribattezzato il patto del Nazareno, ossia il vertice nella sede del Pd tra Renzi e Silvio in cui si trovò l'accordo sull'Italicum. Ma, evidentemente, non soltanto quell'accordo. "Troppi impegni non sono stati finora mantenuti", ha detto sibillino Berlusconi ai suoi ambasciatori...

Già, perché gli impegni potrebbero essere disattesi non soltanto in tema di riforma elettorale. Il Cavaliere, lasciano trapelare autorevoli fonti di Forza Italia, contesta a Matteo anche le scelte sul ministero della Giustizia, affidato ad Andrea Orlando quando invece si era trovata una convergenza su Nicola Gratteri (convergenza poi boicottata da Giorgio Napolitano). Inoltre, tramite Verdini, Silvio aveva sondato il premier anche su temi quali la Rai e la struttura che alle Comunicazioni, fino alla scorsa settimana, ha assistito il lavoro di Catricalà. Un'intesa ampia, che Renzi preferirebbe però tenere lontano dai riflettori. In questo contesto, sarebbe proprio Verdini a cercare di calmare e rassicurare Berlusconi, in particolare sulla partita della legge elettorale. Ma in queste ore il Cav sarebbe furioso, tanto da aver affidato mandato a Giovanni Toti di aprire il fuoco sul premier: "Il credito verso il premier si sta esaurendo". Monta il malumore, in Forza Italia. Tanto che in molti vociferano e fanno ironie sugli sms scambiati tra i due toscani, Renzi e Verdini. Messaggini dai quali si potrebbero capire anche altri punti del cosiddetto "patto del Nazareno".

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Commenti all'articolo

  • blu521

    04 Marzo 2014 - 19:07

    Non ci posso credere! Farsa Italia voleva Gratteri alla Giustizia? Ma per favore

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  • fortunato.francia

    04 Marzo 2014 - 15:03

    Non capisco come un grande leader navigato e accorto, qual'è il cavaliere, possa fidarsi di un pischelletto dalle promesse facili e inaffidabile. Scommetto che prima di congedarsi da Silvio, abbia esclamato:" stai sereno Silvio"...

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  • ghiretto

    04 Marzo 2014 - 15:03

    Ma ancora fate patti? e ancora rimanete fregati? Ma allora siete incontrovertibilmente SCEMI !

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  • fonty

    fonty

    04 Marzo 2014 - 14:02

    Guarda testone del post delle 10:41 che il senato era già stato abolito dal CDX con legge del 2006, che se voi trinariciuti non foste corsi dietro ai pifferai comunisti votando no al referendum, sarebbe già in vigore da tempo; ora non girate la frittata come al solito dando le colpe delle vostre porcate agli altri.

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