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Scandalo in casa Kyenge

Il Pd cambia idea: niente voto agli immigrati

Il Pd cambia idea: niente voto agli immigrati

All’Italia sono toccati in sorte due Partiti democratici. Uno è il Pd idealista: cita a memoria John Kennedy e Martin Luther King, fa sogni bellissimi sull’umanità meticcia, produce metafore meravigliose sulle nuove frontiere, i muri da abbattere, i ponti da costruire e gli aquiloni che volano. L’altro è il Pd realista: è composto da personaggi spesso oscuri che si fanno un mazzo così nelle sezioni, conoscono gli elettori per nome e hanno smesso da bambini di illudersi sulla natura degli esseri umani, a partire dalla propria. Il primo riesce a perdere le elezioni nazionali anche quando le vince; il secondo gestisce dal dopoguerra il potere locale nelle roccheforti del Centro e del Nord, lasciando agli altri le briciole. Quando questi due mondi si scontrano è tragedia. L’ultima è quella che si sta consumando adesso tra la via Emilia e Roma, con questa storiaccia del voto agli immigrati.

La posizione del Pd idealista sull’argomento è racchiusa nella «proposta programmatica» presentata un anno fa, dove in cima ai principi della riforma da realizzare appare «il radicamento e coinvolgimento dello straniero nella nostra comunità, anche attraverso il riconoscimento del voto amministrativo e l’acquisto della cittadinanza». Per dare l’esempio a tutti, il Pd che intende creare il paradiso in terra ha aperto agli immigrati le porte delle primarie del centrosinistra. Una decisione presa nel 2009 e difesa con sempre maggiore perplessità. Sino ad oggi.

Perché a questo punto entra in scena il Pd pane e mortadella. Non con uno qualunque, ma tramite un 46enne modenese che si chiama Stefano Bonaccini. Segretario del Pd romagnolo, responsabile Enti locali del Pd nazionale, renziano. Insomma, il più potente degli apparatchik. La sua voce è quella della pancia del partito, che di vedere certe scene ai gazebo non ne può più: «Bisognerà che ripensiamo al ruolo degli stranieri e ammettiamo alle primarie solo quelli che hanno diritto di voto alle elezioni vere». Il regolamento attuale, spiega Bonaccini all’edizione bolognese di Repubblica, «provoca ogni volta contestazioni che rischiano di gettare discredito sul Pd». Gli immigrati al voto, infatti, si sono rivelati sinonimo di brogli.
Sono gli stessi dirigenti del Pd che se lo gridano in faccia. L’ultimo scandalo, quello che fatto rompere gli indugi a Bonaccini, si è consumato proprio a Modena, dove domenica si sono fatte le primarie per la scelta del candidato sindaco. Le ha vinte, per circa 700 voti, l’assessore regionale alle Infrastrutture Gian Carlo Muzzarelli. La seconda arrivata, l’assessore comunale alle Politiche sociali Francesca Maletti, accusa i sostenitori di Muzzarelli di avere «finanziato sistematicamente il voto dei cittadini extracomunitari, munendoli della somma occorrente per votare». Esponenti della comunità filippina locale confermano. Carlo Giovanardi, senatore del Ncd e modenese anch’egli, racconta che «in un solo seggio si è vista la partecipazione di più di mille extracomunitari».

Il comitato dei garanti del Pd, chiamato a decidere sulla validità delle primarie, ha messo subito la polvere sotto il tappeto. Senza fare un’indagine degna di questo nome, ha stabilito che «non è dato riscontrare alcun riferimento a violazioni di norme». Solo che non ci crede nessuno. A iniziare da Bonaccini, partito per Roma intenzionato a farla finita con gli immigrati alle primarie. Anche perché prima di Modena ci sono stati gli albanesi e i burkinabè a Reggio Emilia, i marocchini e i romeni ad Asti, i cinesi a Napoli...
Ma certi ideali sono duri a morire, anche se i fatti li condannano. A fermare Bonaccini prova l’ex ministro Cécile Kyenge, congolese di nascita e modenese di adozione: «Il Pd è l’unico partito che ha messo in campo uno strumento democratico di partecipazione aperto agli stranieri». Il voto degli immigrati alle primarie, dice, è «nell’anima del Pd». Sono le schermaglie iniziali, presto voleranno i missili e chissà cosa lasceranno del Pd e della sua «anima».

(Al termine di questa storia, un dubbio: ma se quelli del Pd ritengono gli immigrati così facili da corrompere, al punto che un candidato se li può comprare con un pugno di spiccioli, se non li vogliono più manco alle loro primarie, perché intendono farli votare alle amministrative?).

di Fausto Carioti

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Commenti all'articolo

  • routier

    26 Aprile 2014 - 11:11

    Anche il PD ha finalmente scoperto l'acqua calda ! Dare il voto agli immigrati significa perdere alla grande le elezioni.

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  • varini

    26 Aprile 2014 - 10:10

    la kyenge? è la figlia della turco-napolitano|||||||

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  • gigi primo

    26 Aprile 2014 - 09:09

    PS.: sono convinto che ci sono persone di colore di molto migliori della kienge, hanno scelto quella sbagliata! ha idee marxiste e non si è integrata! io non ho paura del 'negro', ho paura dei bianchi che vogliono essere neri! (e possono avere la camicia rossa)

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  • milibe

    09 Marzo 2014 - 10:10

    e meno male che il pd cambia idea sul voto agli immigrati! meglio tardi che mai

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