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Papa Francesco, il retroscena sul Conclave

Papa Francesco, il retroscena sul Conclave

L'elezione di Papa Bergoglio ha di sicuro segnato una svolta nella Chiesa. La sua ascesa al Soglio di Pietro è stata rivoluzionaria. E così adesso a circa un anno dalla sua elezione emergono i primi retroscena su quel Conclave che il 13 marzo 2013 scelse Francesco come successore di Benedetto. A raccontarli è il Corriere della Sera. L’elezione è avvenuta in realtà alla sesta votazione perché la quinta, dopo il primo scrutinio pomeridiano che già aveva visto Bergoglio sfiorare il quorum, è stata annullata: le schede sono dei semplici fogli di 20 centimetri per 14, in alto è stampato Eligo in Summum Pontificem e sotto c’è una riga sulla quale scrivere il nome; nella conta prima dello spoglio ci si è accorti che ce n’era una in più, 116 anziché 115, a un cardinale è rimasto attaccato un secondo foglio bianco dietro a quello sul quale ha votato.

La scelta del nome - Quando Bergoglio capisce di essere stato eletto iniziano subito le procedure per l'investitura. E Papa Francesco da subito appare con quel suo fare informale che lascia stupiti anche gli stessi cardinali. Francesco infatti ribalta il cerimoniale. Rivolto ai cardinali, l’eletto deve rispondere alle due domande fondamentali poste in latino dal decano del Conclave che gli chiede se accetta l’elezione, anzitutto: Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem ? E qui Bergoglio risponde in latino, ma va oltre l’accepto di prassi. Peccator sum, sed super misericordia et infinita patientia Domini nostri Iesu Christi confidus et in spiritu penitentiae accepto . Il nuovo Papa accetta "in spirito di penitenza" riconoscendosi anzitutto come un peccatore che confida "nella misericordia e infinita pazienza di Nostro Signore Gesù Cristo". Ma non finisce qui.  Quando il cardinale Re gli chiede come vorrà chiamarsi da Papa, Quo nomine vis vocari ?, Bergoglio sillaba: Vocabor Franciscus . Francesco. Mai nessun pontefice aveva scelto il nome del santo di Assisi.

Resta in piedi - Subito dopo la scelta del nome arriva il momento di varcare la porticina a sinistra della parete di fondo, da lì un corridoio conduce alla "stanza delle lacrime", un piccolo ambiente austero dalle volte a crociera nel quale, accanto a una statua della Madonna con Bambino, sono state preparate tre vesti bianche di misure differenti e sette paia di calzature morbide. Il pontefice indossa la talare bianca e lo zucchetto ma declina la mozzetta bordata di pelliccia e la croce pettorale d’oro. Francesco si tiene quella di ferro che ha sempre portato da vescovo come le sue vecchie scarpe ortopediche nere. Di ritorno nella Sistina, Francesco dovrebbe sedersi sul trono di fronte all’altare per ricevere l’omaggio dei cardinali e invece è il Papa ad attraversare la Cappella per salutare ed abbracciare il cardinale indiano Ivan Dias, malato e in sedia a rotelle. Quindi torna indietro e non si siede né sale sulla pedana, ma resta semplicemente in piedi ad accogliere uno per uno i porporati. Insomma la rivoluzione di Francesco dentro la Chiesa è cominciata un minuto dopo la sua elezione. 

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