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La denuncia

Abortisce da sola nei bagni dell'ospedale Pertini
I medici erano tutti obiettori di coscienza

Abortisce da sola nei bagni dell'ospedale Pertini
I medici erano tutti obiettori di coscienza

Valentina ha abortito nel bagno dell'ospedale Sandro Pertini di Roma tra atroci dolori senza che nessuno dei medici presenti nel reparto muovesse un dito per aiutarla. Il perché è presto detto: in servizio c'erano solo medici obiettori che mentre la giovane donna era piegata in due e vomitava per effetto dei farmaci per interrompere la gravidanza l'unica cosa che sono stati in grado di fare è stata quella di mostrare il Vangelo accusandola di infanticidio lei e suoi marito. Eppure l'aborto di Valentina non era frutto di un capriccio. Lei e il suo compagno Fabrizio avevano scoperto che la bimba che attendevano era affetta da una grave malattia genetica, di cui la madre era portatrice, per cui non c'è una prognosi di sopravvivenza, e ha deciso quindi di interrompere la gravidanza al quinto mese.

Il racconto - "Mi sono rivolta la mio ginecologo", racconta la donna in una conferenza stampa organizzata dall'Associazione Cosioni, "il quale, tuttavia, si è rifiutato di farmi ricoverare perchè obiettore di coscienza. Due giorni dopo, sono riuscita a ottenere il ricovero all’ospedale Sandro Pertini. Qui, mi hanno indotto il parto (anche se viene definito aborto terapeutico, di fatto al quinto mese di gravidanza si tratta di un parto vero e proprio), ma il travaglio è durato molte ore e così, al momento del parto vero e proprio, il medico che mi aveva ricoverata (non obiettore di coscienza) non era più di turno e medici e infermieri presenti, tutti obiettori a quanto pare, non sono intervenuti, lasciandomi sola con mio marito che mi ha assistita mentre partorivo nel bagno della stanza. Troppo sconvolti da quello che era accaduto - ha concluso la donna - non abbiamo avuto neanche la forza di denunciare la struttura e gli operatori sanitari".

La bocciatura dell'Ue - "La legge 194", tuona il segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo, "prevede che in tutti i reparti di ostetricia e ginecologia ci siano medici obiettori e non, così da garantire la continuità del servizio di interruzione volontaria di gravidanza. Dovrebbero essere le Regioni a vigilare sull'applicazione della legge ma i numeri dell’ultima relazione al Parlamento e la bocciatura dell’Italia, da parte del Consiglio d’Europa, per l’eccessivo numero di obiettori di coscienza presenti nelle nostre strutture, ci dicono che non è così". La bocciatura da parte del Consiglio d’Europa, ha ricordato Gallo, è dovuta al fatto che l’elevato numero di obiettori di coscienza rischia di mettere a repentaglio l’applicazione della legge con ripercussioni anche molto gravi.

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Commenti all'articolo

  • indignata.it

    12 Marzo 2014 - 09:09

    ho molto rispetto per quella mamma e per il suo dramma. ma credo che non ci sia legge che possa costringere un medico a partecipare ad un omicidio. ma trovo che sia un gesto ORRENDO quello di mostrarle il Vangelo in quel momento cosi doloroso.

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    • GMTubini

      12 Marzo 2014 - 15:03

      @indignata E infatti se lo è inventato di sana pianta.

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  • GMTubini

    12 Marzo 2014 - 08:08

    @spalella, non ti scaldare, secondo i documenti dell'ospedale c'erano due medici non obiettori ad assistere la signora, e inoltre, trattandosi di aborto terapeutico, l'obiezione di coscienza non c'entra una cippa. E' la solita strumentalizzazione dell'associazione Luca Coscioni, che dispensa panzane a milioni.

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  • GMTubini

    12 Marzo 2014 - 08:08

    @rocchetti44 la vita è tua, tuttavia non sai se sarai ancora vivo domattina o fra mezz'ora. Geniale.

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  • gregio52

    11 Marzo 2014 - 23:11

    Ecco cosa vuol dire Democrazia, in questo paese. Non voglio aggiungere altro perché non ne vale la pena, fiato sprecato.

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