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L'editoriale

Caro Renzi, ora fai chiarezza, mostraci il contratto del mistero

15 Marzo 2014

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Gentile Signor Presidente del Consiglio, ci perdoni se, pur sapendola impegnata in faccende importanti come la riduzione delle tasse che gravano sulla busta paga degli italiani, osiamo rivolgerci direttamente a Lei. Ma dopo aver battuto diverse strade, per venire a capo di una questione che la riguarda direttamente avremmo bisogno che Lei ci indicasse la via giusta. La storia è quella della sua precedente residenza, prima cioè che Lei si insediasse a Palazzo Chigi. Come è noto, Lei ha casa a Pontassieve, comune a pochi chilometri dal capoluogo toscano. Tuttavia, poco dopo essere stato eletto sindaco di Firenze, Lei decise di trasferire la sua residenza  in un appartamento a non molta distanza da Palazzo Vecchio. Non conosciamo le ragioni del trasloco, ma immaginiamo che fossero dovute a motivi pratici, cioè alla necessità di avere casa vicino alla bottega. Non è chiarissimo invece perché Lei abbia deciso di collocare a pochi passi dal municipio la sua residenza e non si sia limitato semplicemente ad affittare un alloggio conservando il domicilio a fini legali a Pontassieve, ma questo è un affare in cui non vogliamo entrare: non vorremmo incorrere in una violazione della normativa sulla privacy.
Ciò che ci preme sapere è invece altro e riguarda un suo successivo trasferimento dalla mansarda che Lei aveva preso in affitto a Firenze a un appartamento sempre in centro ma più grande.

Da quel che si dice, Lei abbandonò la sua prima residenza giudicando l’affitto di mille euro al mese troppo oneroso per le sue tasche. Dopo di che però si sistemò in un’abitazione che a naso costava almeno quanto quella precedente. Nei giorni scorsi ci siamo chiesti se fosse Lei a pagare l’affitto o se il canone fosse a carico di terzi, ipotizzando che questi terzi altri non fossero che qualche suo amico. Dopo i primi articoli si è fatto avanti tal Marco Carrai, un signore che Lei dovrebbe conoscere bene, essendo il presidente dell’Aeroporto di Firenze, società partecipata dal comune che lei amministrava. Carrai, che le cronache descrivono come persona a Lei assai vicina, in una lettera a Libero sostiene di essere l’intestatario del contratto di affitto dell’alloggio di via degli Alfani in cui Lei per tre anni ha avuto la sua residenza e di averla ospitata per amicizia. Gesto nobile e generoso, che ad occhio le ha consentito di risparmiare 32 mila euro, cioè il costo del suo precedente affitto moltiplicato per i quasi tre anni in cui Lei ha avuto la residenza, beneficiando di locali più spaziosi.

A Carrai, che oltre ad essere manager di una società partecipata dal Comune che Lei ha amministrato è anche azionista di una società che gestisce servizi museali per la città di Firenze, abbiamo chiesto se fosse possibile ottenere copia del contratto di affitto dell’abitazione in cui Lei è stato ospite, limitandoci a sollevare qualche interrogativo circa l’opportunità che un imprenditore in affari con il comune paghi il canone di una casa in cui abita il sindaco dello stesso comune. Purtroppo Carrai non pare intenzionato ad accogliere la nostra richiesta, ritenendo che il contratto d’affitto possa venire usato contro di lui, e anzi minaccia di adire le vie legali ritenendosi diffamato da affermazioni non veritiere.
Lungi da noi l’intenzione di diffamare qualcuno, semplicemente vorremmo ricomporre il piccolo puzzle della residenza di via Alfani, chiarendo una vicenda che nelle scorse settimane pare aver appassionato giornali e esponenti politici locali, i quali sono giunti a parlarne addirittura in Consiglio comunale, presentando interrogazioni. Naturalmente sappiamo che in questo periodo Lei ha molto da fare e che tra un incontro con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e un altro con la Cancelliera di ferro Angela Merkel è difficile trovare il tempo per esaudire le richieste del nostro giornale, tuttavia ci permettiamo di insistere, ritenendo che togliere le ombre dal caso dell’appartamento in affitto sia anche interesse suo. In fondo Lei ha puntato tutte le sue fiches sulla trasparenza e sulla comunicazione, dunque crediamo che rendere pubblico il contratto di via Alfani, chiarendo il piccolo mistero del trasloco, non solo sarebbe in linea con il suo stile, ma Le porterebbe anche il vantaggio di poter dimostrare di non avere nulla da nascondere. Lei non è Gianfranco Fini e non ha cognati che abitano in case donate al partito. Ma non è nemmeno Massimo D’Alema o Walter Veltroni che un tetto lo trovarono a equo canone in appartamenti di proprietà degli enti previdenziali. Lei è Matteo Renzi, l’uomo della svolta nuova, colui che salta tutte le procedure e le liturgie per andare al sodo. Su, faccia un piccolo sforzo, alzi il velo sul segreto di via Alfani e vada diritto al problema, levando ogni ombra che grava su quel contratto di locazione. E già che c’è, levi anche le querele minacciate o presentate da amici e collaboratori: non giovano alla sua immagine di uomo senza macchia e senza paura e danno l’impressione che attorno a Lei esista un cerchio magico arrogante e poco sensibile alla libertà di stampa. Lei è il Rottamatore, mica Spezzaferro.

di Maurizio Belpietro

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Commenti all'articolo

  • adeguata

    23 Marzo 2014 - 17:05

    wè ragazzi lo scoop è scoop mica sono bruscolini ...

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  • ric60

    16 Marzo 2014 - 08:08

    Onestamente questo sembra (a mio personale ed umile parere) un attacco pretestuoso. Io fossi al posto di Carrai il contratto non lo fornirei neanche se me lo ordinasse Renzi in persona....Si vuole fare una campagna di stampa ...la si faccia ...ma ,forse stavolta sarete proprio soli soletti...anche a destra.

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  • batteintesta

    15 Marzo 2014 - 18:06

    Mi sembra giusto. GLASNOST

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