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"Per loro provo pena"

Denise Cosco, la figlia di Lea Garofalo: "Mi hanno rovinato la vita, ma non odio nessuno"

Denise Cosco, la figlia di Lea Garofalo: "Mi hanno rovinato la vita, ma non odio nessuno"

"Mio padre uccise mia madre, ma non lo odio". Denise Cosco è una della tante vittime della 'ndrangheta che da anni vive nascondendosi dietro una falsa identità e sotto scorta. Sua madre è Lea Garofalo, la collaboratrice di Giustizia che sfidò i clan e che per questo fu uccisa e poi bruciata dal marito, Carlo Cosco, e da alcuni suoi complici appartenenti all'associazione mafiosa. Tra i responsabili dell'omicidio, ora in carcere, c'è anche Carmine Venturino, ex fidanzato di Denise e complice di suo padre nel rapimento e nell'uccisione di Lea.

"Lo Stato non mi crede" - Denise ha raccontato la sua storia in una lunga intervista a La Stampa. Quando nel 2001 Lea Garofalo entrò nel programma di protezione testimoni insieme alla figlia, la loro vita cambiò drasticamente e iniziarono le fughe, i segreti e le coperture sotto false identità. Per otto anni questa è stata la loro quotidianità, fino al giorno in cui Lea non ce l'ha più fatta e rinuncia alla protezione, uscendo allo scoperto e fidandosi del marito. I due si diedero infatti appuntamento per discutere i dettagli della loro separazione dopo la quale Lea pensava di lasciare definitivamente l'Italia insieme alla figlia. I due si incontrano il 24 novembre 2009, a Milano, ed è lì che Lea viene rapita e uccisa.

I drammi non finiscono - Grazie alla denuncia di Denise ai Carabinieri, la storia viene risolta e suo padre viene arrestato. Lei va a vivere in Calabria da una zia e lì conosce un ragazzo, Carmine Venturino, di cui si innamora. Un giorno, mentre i due sono insieme al mare, i Carabinieri fanno irruzione nella loro casa e lo arrestano: "È uno degli assassini di tua madre" le dicono. E per lei ricomincia la fuga. Ma nonostante tutto, Denise dice di non riuscire a odiare nessuno per quello che è successo a lei e sua madre: "Ogni tanto provo pena per mio padre. Non ha capito cosa si è perso: una una famiglia, una figlia, l'amore che avrebbe potuto avere".

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Commenti all'articolo

  • fossog

    21 Marzo 2014 - 20:08

    non li odia ? bene, se le piace porgere l'altra guancia, o farsi ammazzare pure lei, sono fatti suoi.... quello che importa a me, cittadino civile che ama la giustizia e la deterrenza contro i delinquenti, è che Questa sua Tara/Malattia concettuale non si infettiva, visto che io INVECE voglio difendermi e visto che non ci si può difendere con bacetti e vezzi, e tantomeno con le Fisime !!

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  • bettely1313

    21 Marzo 2014 - 17:05

    una martire e santa, altrimenti non si spiega la bontà di questa donna.

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