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Razzismo

La Svezia come Hitler: "Zingari discriminati e sterilizzati"

Rodolf Hitler

Il governo svedese chiede scusa agli zingari per un secolo di discriminazioni, vessazioni e abusi che sono arrivati fino all'estremo delle sterilizzazioni di massa, per impedire che crescesse troppo una minoranza classificata come «incapacitati sociali». Non solo è una bella botta allo stereotipo sulla multiculturalità e sulla tolleranza scandinava: anche se probabilmente cose anche peggiori sono accadute e accadono in tanti altri Paesi, senza che nessuno chieda scusa allo stesso modo. Il dato ancora più spiazzante, appunto dando retta agli stereotipi, e che è il governo di centrodestra del premier Fredrik Reinfeldt a chiedere scusa per abusi che furono compiuti soprattutto dai governi socialdemocratici, secondo i quali l’intervento eugenetico per ridurre il peso degli elementi «parassitari» era una condicio sine qua non irrinunciabile dello Stato sociale, per abbatterne i costi.
«La situazione che vivono gli zingari oggi ha a che vedere con la discriminazione storica cui sono stati sottomessi», afferma il Libro Bianco sulle violazioni dei diritti di questa minoranza dal 1900 in poi che è stato presentato a Stoccolma.

«Un periodo oscuro e vergognoso della storia svedese», è stato definito dal ministro dell’Integrazione, il liberale Erik Ullenhag. Forse non conclusosi del tutto, visto che una delle testimoni rom invitata a dare testimonianza si è vista negare l’ingresso dal personale di quell’Hotel Sheraton dove il rapporto veniva presentato. E lo scorso settembre ci fu lo scandalo della polizia della Scania che aveva schedato una lista di 4000 rom. Ma il clou fu tra 1934 e il 1974: cioè, quasi l’intero periodo di quel lungo predominio socialdemocratico al governo che durò dal 1932 al 1976. Non ci sono cifre ufficiali, ma secondo le testimonianze almeno una famiglia consultata su quattro era a conoscenza di casi di sterilizzazione o aborto forzato. Inoltre i bambini venivano spesso sottratti alle famiglie: neanche qui ci sono cifre ufficiali, ma secondo il Ministero durante i freddi inverni svedesi la pratica era sistematica, con il pretesto di sottrarre i piccoli ai rigori del clima.

Sempre durante i governi socialdemocratici, fino al 1964 fu proibito agli zingari di entrare in Svezia. Anche durante quegli anni della Seconda Guerra Mondiale in cui rom e sinti nell’Europa occupata dai nazisti venivano sistematicamente mandati nei campi di sterminio. Porajmos, «devastazione», è chiamata quella versione zingara della Shoà in cui morirono oltre 600.000 persone. Anche per chi risiedeva in Svezia in molti municipi era inoltre proibito agli zingari insediarsi in modo permanente, nelle scuole i bambini erano segretati in aule speciali e in generale i servizi sociali erano loro preclusi. Come ha spiegato il Ministero, «l’idea era di rendere loro la vita impossibile perché se ne andassero dal Paese». Per il momento, il Libro Bianco non contempla la possibilità di risarcimenti agli zingari, che in Svezia sono 50.000 su una popolazione di 9 milioni e mezzo di persone. Però l’apertura degli archivi e le scuse ufficiali ne pongono probabilmente le premesse.

di Maurizio Stefanini

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Commenti all'articolo

  • stefanorota2003

    01 Aprile 2014 - 11:11

    Poveri zingari discriminati...gli stessi che rubano, sfruttano la prostituzione, uccidono, mandano i figli di 4 anni a mendicare...proprio discriminati. zio Adolfo ci manchi !!!

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  • attualità

    01 Aprile 2014 - 07:07

    Chi e' senza patria non'e' degno di vivere !!

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  • fossog

    31 Marzo 2014 - 21:09

    zingari discriminati ? stiano a casa loro, invece di andare a rubare in casa altrui, vedranno che nessuno li discriminerà. E sterilizzarli è solo un modo di difendersi, per le popolazioni CIVILI.

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  • matteolanaro

    31 Marzo 2014 - 18:06

    Domando: perché solo ora la divulgazione di queste presunte discriminazioni, vessazioni e abusi? 'E fortemente auspicabile che da ora in poi non si apra, in Svezia, un'era di predominio di queste minoranze , come contrappasso dei precedenti trattamenti subiti, e che il ministro dell'Integrazione Erik Ullenagh sia persona all'altezza della situazione, non come non lo era la Kienge.

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