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Il retroscena

Berlusconi e il retroscena sul colloquio con Napolitano

Berlusconi e il retroscena sul colloquio con Napolitano

Dopo l'incontro scatta la grande attesa. Giorgio Napolitano si è trincerato dietro al silenzio dopo aver parlato con Silvio Berlusconi delle riforme e non solo di quelle. Di certo durante il colloquio al quirinale di mercoledì 2 aprile l'ex premier e il Capo dello Stato avranno parlato anche delle grane giudiziarie di Silvio. La pena da scontare per il processo Mediaset è ormai alle porte. Napolitano prende tempo. Di certo il suo intervento a favore di Silvio con un gesto di clemenza pare comunque remoto, ma una cosa è certa il Cav con la visita al Colle ha messo a segno alcuni punti a suo favore. Si è accreditato come l'uomo forte delle riforme, ed anche per questo motivo Re Giorgio non gli ha potuto negare l'udienza. Il secondo risultato ottenuto dal Cav è la pace armata con Napolitano.

I punti di Silvio - Tra i due il rapporto è tornato sui binari del rispetto reciproco e di certo adesso con la pena da scontare in vista per Berlusconi avere un "amico" al Colle è fondamentale. Napolitano vestirà i panni del "pontiere" tra Berlusconi e Renzi nel percorso delle Riforme col Cav in "panchina" per la pena da scontare. Inoltre Berlusconi spera di segnare a suo favore magari un intervento del presidente sui giudici, anche solo per far slittare la decisione a dopo le europee. Il Cav ha fatto notare come l'agibilità politica sia legata a doppio filo alla sua capacità di movimento di fare campagna elettorale. "Non mi possono ingabbiare". Intanto dall'inner circle arrivano alcune indiscrezioni sugli umori del Colle dopo l'incontro con Berlusconi.

Le indiscrezioni - "Il fatto che non trapelino notizie è già di per sè una notizia no?", afferma, come racconta il Giornale un ex ministro forzista. Qualcuno va oltre e parla di uno scambio tra Silvio e Re Giorgio: Berlusconi avrebbe garantito pieno appoggio alle riforme in cambio dell'agibilità politica. Insomma la partita pare che sia ancora aperta. Mancano pochi giorni al verdetto. E ad Arcore la tensione comincia a salire.  

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