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L'editoriale

Ultima chiamata per non morire renziani

6 Aprile 2014

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L’editoriale di ieri ha suscitato l’interesse dei lettori di Libero e in redazione è arrivata una certa quantità di lettere. C’è chi è d’accordo e chi no, ma a giudicare dal numero di mail e fax, chi condivide sembra essere in maggioranza. Se ritorno sull’argomento della crisi del centrodestra non è dunque per correggere il tiro, che a prima vista sembra colpire nel segno, ma piuttosto per cercare di chiarire alcuni passaggi che mi vengono rimproverati.


Che cosa dicevo sostanzialmente nell’articolo di ieri? Riassumo per coloro ai quali fosse sfuggito. In pratica sostenevo che senza una scossa, Forza Italia rischierebbe di sparire o, per lo meno, di avviarsi sul viale del tramonto. A conforto della mia tesi citavo i più recenti sondaggi che danno il partito fondato da Silvio Berlusconi in netto calo. Quando ho scritto l’editoriale non sapevo che anche altri quotidiani si sarebbero occupati delle vicende interne al centrodestra. Così, dal Corriere della Sera a Repubblica fino ad arrivare a Libero, ognuno a modo suo ha raccontato la crisi di quello che un tempo era il partito di maggioranza. Sondaggi diversi, informazioni provenienti da fonti contrapposte, ma alla fine tutti sono giunti a conclusioni più o meno simili. Forza Italia rischia di essere scavalcata non solo dal Pd, che sta al 33 per cento e ormai pare aver staccato lo storico concorrente, ma anche dal Movimento Cinque Stelle, il quale s’è intestato una serie di argomenti che un tempo erano patrimonio di Forza Italia. Grillo infatti batte ogni giorno sul tasto dei privilegi della Casta, sullo strapotere di fisco e burocrazia, sull’euro come causa di mille sciagure.

Il centrodestra invece che fa? In seguito alle vicende che hanno colpito il suo leader, ma anche per l’incredibile accerchiamento giudiziario di cui sono vittime tutti i suoi principali esponenti, Forza Italia è come una bella addormentata in attesa del risveglio. Ma ci sarà questo risveglio? Alla fine la bella addormentata aprirà gli occhi? Naturalmente tutti si aspettano una fiaba a lieto fine, con Berlusconi che si rialza e ancora una volta sconfigge la strega malvagia che ha precipitato il partito in un sonno profondo. Ma il Cavaliere (ex) nei prossimi mesi rischia di essere fuori gioco, causa domiciliari o servizi sociali. Certo, per quanto lo riguarda ha un seguito incredibile e dunque alle Europee confermerà il suo carisma raccogliendo milioni di voti, ma poi? Poi che si fa?

Questo Paese ha dimostrato indifferenza di fronte alle sorti umane e politiche di un uomo che lo ha rappresentato per vent’anni. Lo stesso Berlusconi racconta una amara storiella attribuendola a Putin in cui dopo il suo arresto per sei settimane gli italiani protestano, riducendosi di numero ogni volta, poi la settima si riposano e infine le notizie che lo riguardano vengono liquidate con qualche trafiletto in cronaca. Ecco in un Paese così, dove il capo dello Stato lascia che un intero partito sia sgominato come se fosse una sola associazione a delinquere, non è forse il caso di interrogarci sul futuro di Forza Italia e di che cosa fare per rilanciare il centrodestra prima che di questi rimanga soltanto un ricordo?

Claudia Zeni, affezionata lettrice di Piacenza, replica che comunque vada, Forza Italia rimarrà un punto di riferimento, in quanto gli elettori moderati non cambieranno orientamento solo perché non c’è più Berlusconi. Anche io non penso che chi votava per il centrodestra non trovando il Cavaliere (ex) in lista metta la crocetta sui comunisti di Tsipras. Ma detto ciò, se non si riprendono in mano le redini, se non si calmano i conflitti interni, se non si rilancia l’immagine di un partito che per vent’anni è stato una bandiera e ora è un vessillo pieno di strappi, temo che una parte dell’elettorato moderato volti la testa altrove. Magari non andrà a votare per Renzi (che pure è una sirena che fa presa su parecchi anticomunisti, perché non solo fa qualcosa, ma almeno è uno che i comunisti li manda a stendere, vedi Zagrebelski e compagni), però c’è il rischio che resti a casa.

Che si fa dunque per fermare il declino? Berlusconi ha tante idee, ma non sempre le può dire e ho paura che presto non potrà più neppure attuarle. Come si può rimediare a tutto ciò? C’è qualcuno che si sveglia e riprende in mano la bandiera dando manforte al Cavaliere (ex), oppure tocca accettare il tramonto di una storia politica ventennale, rassegnandoci a morire renziani, cioè a una specie di sottomarca pasticciona di quello che un tempo era il sogno liberale di Silvio Berlusconi? A voi la risposta.

di Maurizio Belpietro
[email protected]

Twitter: @BelpietroTweet

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Commenti all'articolo

  • monrefuge

    09 Aprile 2014 - 11:11

    è molto semplice, votiamo Silvio Berlusconi anche se la latrina rossa dice che è incandidabile. Tutto qui.

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    • antari

      10 Aprile 2014 - 00:12

      Giusto, scrivi "Berlusconi" sulla scheda!!!

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  • nives49

    08 Aprile 2014 - 16:04

    sono sempre più convinta che sono necessarie le primarie

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  • bellanto

    08 Aprile 2014 - 08:08

    ma sempre co stol' pernacchio di berlusconi..ma ha 80 anni fatelo morire in pace...fosse servito a qualcosa...sono 20 anni che dice ( E NON FA) le stesse cose....

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