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L'editoriale

Silvio non ha eredi. Basta liti e fuori il programma

8 Aprile 2014

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Il conto alla rovescia è cominciato. Ancora due giorni e poi il tribunale di sorveglianza di Milano deciderà il destino di Berlusconi.Come è noto, il leader di Forza Italia deve scontare la pena di un anno, che si riduce a 9 mesi con lo sconto di 45 giorni ogni sei mesi. Cosa decideranno i giudici? Lo affideranno ai servizi sociali consentendogli di fare la campagna elettorale in vista delle europee, dunque riconoscendo il suo ruolo di leader di partito, oppure lo manderanno agli arresti domiciliari o, peggio, in carcere? Secondo alcuni giornali i magistrati sono per la linea morbida e dunque per un affidamento ai servizi sociali senza troppi vincoli e con un solo incontro periodico con gli assistenti sociali. Secondo altri invece esiste la concreta possibilità che le toghe decidano di accanirsi contro il capo del centrodestra, imponendogli una detenzione in casa senza possibilità di deroghe. Vedremo presto dove sta la verità e cioè se la condanna nei confronti di Berlusconi rappresenterà anche un modo per togliere dimezzo un leader politico.

Tuttavia,mentre la sorte del Cavaliere (ex) appare ancora incerta, quella del partito da lui fondato pare invece segnata. Tra liti, mancate decisioni ed errori, Forza Italia sembra infatti avviata su un binario morto. Come i lettori sanno, qualche giorno fa, dopo aver dato uno sguardo all'ennesimo sondaggio poco promettente,  abbiamo lanciato il segnale d'allarme: attenzione, quella che un tempo era considerata la casa dei moderati rischia di
cadere a pezzi. Qualche lettore ha reagito accusandoci di eccesso di pessimismo, ma la maggioranza ha condiviso la nostra preoccupazione. Ne diamo conto nelle pagine interne. Sono moltissime infatti le persone che hanno preso carta e penna (è un modo di dire cui siamo affezionati anche se ormai le lettere viaggiano tutte in versione elettronica e non sono scritte amano) e hanno vergato preoccupazioni e suggerimenti riguardo al futuro di Forza Italia.Tra le pagine giunte in redazione c'è chi se la prende con quanti se ne sono andati, accusandoli di tradimento, chi invoca le primarie del centrodestra e chi invece invita ad aprire le finestre per far entrare aria fresca, nella speranza di trovare un valido sostituto allo stesso Silvio Berlusconi. Pur avendo grande affetto per il Cavaliere (ex) e riconoscenza per ciò che ha fatto, in parecchi ammettono che presto si porrà il problema della leadership del centrodestra, perché, in un periodo in cui gli unici partiti che paiono avere un futuro sono quelli guidati da leader carismatici, è impensabile rimanere senza un punto di riferimento. 

È vero, un anno passa in fretta, ma molti temono che gli arresti domiciliari o i servizi sociali concludano il ciclo politico di Berlusconi. Può darsi che i lettori che la pensano così abbiano ragione e che le cartucce a disposizione di colui che è stato il leader del centrodestra siano ormai contate. Però, per quanto ci riguarda, porsi il problema di chi mettere al posto del Cavaliere (ex) è inutile. Per una semplice ragione: ossia che nessuno può sostituire Berlusconi. Di personaggi del calibro del fondatore di Forza Italia (e prima ancora dell'Edilnord, di Fininvest, Mediolanum e Mediaset) se va bene ne nasce uno ogni cento anni ed essendo Silvio “appena” 77 enne tocca aspettare 23 anni per rimpiazzarlo. No, è impossibile pensare di trovare un altro come lui, dunque meglio rassegnarsi. Ci toccherà perciò morire renziani, cioè seguaci di un leader della sinistra che scimmiotta male quello che il Cavaliere (ex) ha sostenuto per vent’anni? Il rischio c’è,ma noi pensiamo che ci si possa ancora sottrarre all’abbraccio dell’attuale presidente del Consiglio, soprattutto se Forza Italia ritrova orgoglio e slancio. Ci spieghiamo. Oggi Renzi appare inarrestabile. Non c’è giornale (fatta eccezione per Libero) che non lo elogi e che non lo presenti come una specie di felice sintesi fra Obama,Clinton e Tony Blair, cioè il meglio dei progressisti del pianeta. In realtà finora l’ex rottamatore ha annunciato tante cose non facendone nessuna, ma cercando ogni giorno di fare dimenticare la promessa precedente. Partito con la riforma della legge elettorale, a parole è già arrivato a riformare l’Europa, facendo nel mentre la riforma del Senato, quella del lavoro e sistemando già che c’era anche la Casta. In realtà, ad oggi niente di questo è legge, ma tutto questo dà all’elettore il segno di una grande vitalità e di una assoluta determinazione. 

Ecco, dopo anni di palude, Renzi sgambetta fuori dall’acquitrino. Bene. È da qui che deve ripartire Forza Italia. Metta da parte le beghe, le ambizioni di carriera dei colonnelli, l’ansia da successione e pensi a dimostrare agli italiani di essere viva. Uno ad uno i temi che un tempo erano patrimonio del dna di centrodestra (le tasse, l’Europa, la burocrazia che strangola le imprese, i pagamenti della pubblica amministrazione, l’Euro, la riforma dello Stato, il bicameralismo perfetto e i poteri del premier) sono stati scippati. Un po’ di argomenti se li è presi Grillo, un altro po’ se li è accaparrati la Lega,del resto ha fatto man bassa Renzi. E Forza Italia? Il partito che ha legittimato le idee liberali e liberiste in Italia è afono. Tutto preso dai suoi problemi interni, tace e se non tace gli scappano le parole. Ora, se esiste ancora una possibilità che il centrodestra torni a vincere e non si arrenda a Renzi, questa passa dal programma. Bisogna togliere le bandiere liberali dalla soffitta in cui sono state riposte, presentando una proposta per cambiare la Costituzione e per sottrarre il potere ai burocrati, studiando il modo per ricontrattare il patto con Bruxelles e un altro per riformare il mercato del lavoro. Insomma, se Forza Italia vuole far uscire il paese dall’immobilismo in cui è precipitato, deve per prima cosa uscire dall’immobilismo che si è autoimposta. Diversamente è meglio consegnarsi a Renzi e invocare clemenza.

di Maurizio Belpietro
[email protected]

Twitter: @BelpietroTweet

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Commenti all'articolo

  • pi.bo42

    08 Aprile 2014 - 17:05

    Con la fine di Berlusconi, finisce il suo partito , quel partito che, per anni, ne ha protetto gli interessi personali! Chi ha intenzione di votare pare si stia spostando su M5S e la destra di Meloni (pochi in verità); egr. Belpietro, questa è la realtà, questa la fine di un ventennio di oscurantismo. Berlusconi ha distrutto la VERA destra italiana, diretta erede del MSI di Almirante!

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  • gigi0000

    08 Aprile 2014 - 13:01

    I mesi da scontare dovrebbero essere solo 7, stante l'aggiornamento dell'abbuono a 75 giorni ogni 6 mesi effettuato dal Decreto Svuotacarceri, ma sarebbero sufficienti per far scappare tanti codardi, pronti a vendersi per qualsiasi poltrona. Silvio è comunque imprevedibile e potrebbe ribaltare tutte le più negative ipotesi, magari vivacchiando alle europee, per giocarsi Cattaneo alle politiche.

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  • cheope

    08 Aprile 2014 - 12:12

    E' ora che Berlusconi nomini il suo erede, anzi la sua erede, e visto che Marina (anche per volere del padre) si è al momento resa non disponibile, Silvio deve lanciare la sfida oltre l'ostacolo candidando chi può riportare il partito in alto, e fermare Renzi . Per me il nome c'è ed è Mara Carfagna.

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