Cerca

L'impresa

La Kostner, Fognini, il trionfo in Coppa Davis e una lezione: si vince con la pazienza

La Kostner, Fognini, il trionfo in Coppa Davis e una lezione: si vince con la pazienza

In una delle ultime interviste rilasciate in occasione dei campionati mondiali di pattinaggio di figura in Giappone, Carolina Kostner affermava che "lo sport mi ha insegnato molto, soprattutto ho imparato che per raggiungere i propri obiettivi bisogna avere tanta pazienza". Già, esattamente la pazienza, concetto così remoto e sconosciuto per i tempi moderni, i tempi dei baby fenomeni e di internet, dove ogni cosa è accelerata e vale il tutto e subito. Pazienza, però, senza la quale avremmo potuto perdere per strada campioni veri ed unici, quale ad esempio lo stesso Fabio Fognini, che proprio negli ultimi due anni ha offerto prestazioni da incorniciare e che nei freschi quarti di finale di Coppa Davis si è reso protagonista di una splendida e straordinaria vittoria sul vincitore di Wimbledon in carica, l'ex numero 3 Andy Murray.

Nel 2010, l'allora presidente del Coni affibbiava sempre alla nostra portacolori sul ghiaccio l'etichetta di "non campionessa", perché incapace di reggere le pressioni nei momenti chiave. Analogamente, i gruppi sportivi militari, che selezionano e reclutano atleti nella maggior parte dei casi prima che questi abbiano compiuto venti anni, poco tempo prima avevano scartato un certo Dario Cologna, sciatore di fondo svizzero di origini italiane. La prima ha fatto incetta di medaglie mondiali e europee, di cui varie del metallo più pregiato, e ha suggellato la carriera con un record di punti e il bronzo olimpico. Il secondo è uno dei dominatori della disciplina degli ultimi anni e ai recenti giochi di Sochi ha portato a casa ben due ori.

Sono numerosi gli atleti che emergono in età più matura, basti pensare all'irriducibile Fabrizio Donato, che, a fronte di una specialità usurante quale quella del salto triplo, ha colto un fantastico podio a Londra 2012 a trentasei anni. La questione però rimane e si ripropone ogni volta, perché risulta sempre più arduo aspettare e attendere, avere quella pazienza di cui sopra, non rimanere ciechi di fronte all'ovvietà di una crescita necessariamente personale. Avere tempistiche differenti non è sinonimo di assenza di capacità o talento quanto di pura diversità e insistere sulla linea dell'alta velocità non può che essere deleterio. Perché se è vero che la forza sta anche nel carattere, molti altri Fognini e Kostner hanno rinunciato proprio in virtù di un confronto mal interpretato e letto rispetto a coetanei già sulla cresta dell'onda. Fabio sembrava l'eterna promessa, limitato da una personalità fumantina e facile al nervosismo, con qualche carenza e lieve lacuna, ma aveva potenzialità. Quella stessa potenzialità che coach Rianna vede pure in Bolelli e tanti altri possiedono, cui non resta che dare possibilità e soprattutto tempo di sbocciare.

di Giulia Volponi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • littlefrancisco

    08 Aprile 2014 - 19:07

    La Kostner, anzi che fare filosofie spicce ed ispirate dall'Alto (o, se preferite, dal basso di un computer ), avrebbe indovinato di più a consigliare la pazienza al suo ex ragazzo, Alex (il marciatore).

    Report

    Rispondi

blog