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Leader nei viaggi

Un affare saltato ha fatto diventare ricca Uvet

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Luca Patanè

Investire venti milioni per crescere a colpi di acquisizioni Con questa ricetta il gruppo Uvet ha sfruttato la crisi per diventare il più importante tour operator italiano con 2,2 miliardi di fatturato e 700 dipendenti. Il gruppo aveva anche partecipato alla gara per l’acquisto di Valtur ma senza fortuna. La cifra non spesa per i villaggi turistici è stata utilizzata dal presidente Luca Patanè per fare altri importanti acquisti: il portale di vendita viaggi on line flygpoolen.se, una delle principali online travel agency svedesi, con un giro d’affari di 100 milioni di euro di voli aerei venduti. «Ci è utile per portare stranieri in Italia e destagionalizzare in turismo», dice Patanè. E ancora, l’acquisto di Jakala Event, società con 40 dipendenti e 25 milioni di fatturato, specializzata nell’organizzazione e nella gestione di meeting, congressi ed eventi. «In questo modo - aggiunge- diventeremo il secondo operatore italiano nel settore degli eventi. Il nostro obiettivo era ampliare e completare l'offerta per i clienti, puntando sull'esperienza che Jakala ha nell'organizzazione di grandi eventi di comunicazione, formazione e sport, tra cui le Olimpiadi di Londra 2012».
E non è finita: dopo aver gestito, la scorsa estate, un villaggio turistico ad Olbia ora Patanè punta alla gestione di almeno altri 3 villaggi turistici in Italia e all’estero.
La politica di espansione senza trascurare i viaggi d’affari, in cui è specializzata Uvet American Express guidata da Enrico Ruffilli. «I viaggi d’affari, dopo una grande discesa nel primo semestre di quest'anno - afferma Ruffilli - stanno leggermente recuperando». Per la fine dell’anno la situazione dovrebbe essersi normalizzata. «Alcuni mesi saranno non facili, ma una crescita nel secondo semestre ci sarà».
Il segreto del successo, per Patanè non è difficile da spiegare. «Non ho mai fatto acquisizioni indebitandomi - ragiona - non ho mai avuto problemi con le banche. Ho sempre reinvestito gli utili. Mi piacerebbe che in Italia ci fossero almeno 5 gruppi forti come il mio, ma purtroppo non è così». Quanto all'Expo, Patanè, che ricopre anche la carica di presidente di Confturismo-Confcommercio, dice: «La politica ha iniziato a muoversi da pochi mesi, prima si è parlato solo di problemi. Ha comunicato poco e lasciato troppa nebbia». Più in generale, se si vuole che il Paese torni a cresce, «bisogna abbassare le tasse, le risorse si libereranno da sole».

di Nino Sunseri

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