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Appello e stoccata

Selvaggia Lucarelli: Non cancellate Belen, fa male solo a sé stessa

Belen Rodriguez

Voi forse non ve ne siete accorti, ma c’è una parte del Paese che dibatte su una questione fondamentale. No, non su come sia possibile che Icardi e López litighino per una tizia che in testa ha più extension che materia grigia. Non sul perché, da Schettino al coreano, ormai gli uomini investiti di un qualsiasi ruolo, da marito a capitano, scappino pure prima che affondi il sapone nella vasca da bagno. Non sul perché Renzi metta all’asta le autoblu e non il parco macchine di Lapo Elkann. Una parte del Paese chiede a gran voce che il nuovo programma pomeridiano con Belen Rodriguez, Come mi vorrei, chiuda i battenti. E lo fa mediante una petizione su change.org, che poi è il sito in cui la gente chiede di sopprimere qualsiasi cosa, dall’Aci, alle tasse, ad Antonio Razzi, alle suocere sopra i sessant’anni.

La paladina della battaglia contro la Rodriguez è tale Camilla Bliss, una ventenne padovana molto carina che nel giro di pochi giorni ha raccolto ben trentamila sostenitori pronti a chiedere che il piccolo Santiago venga affidato agli assistenti sociali se quell’individuo socialmente pericoloso che risponde al nome di Belen Rodriguez non smetterà di dare consigli in tv su come ci si debba agghindare per piacere di più a se stesse e agli uomini. L’accusa che la padovana muove al programma è di essere maschilista, pieno di stereotipi e di spingere le ragazze ad omologarsi ad un’immagine stabilita dalla società, senza tener conto dell’individualità di ciascuno, tanto che il programma, secondo lei, dovrebbe chiamarsi Come mi vorreste voi.

Mi permetto di spiegare un paio di cose alla signorina Camilla, che, seppure piena di ottime intenzioni, non ha capito alcune cose. Tanto per cominciare, il programma ha un nome azzeccatissimo, che ha un’origine ben chiara: un mese fa un autore s’è seduto davanti alla scrivania, s’è domandato: «Come mi vorrei?», poi s’è risposto: «A capo di un programma uguale a quello della Balivo!» e da qui la genesi del titolo. Per il resto, sul fatto che il programma rischi di lanciare messaggi distorti alle adolescenti, le quali di fronte alla bellezza di Belen potrebbero sentirsi inadeguate o che i consigli di Belen siano sessisti, superficiali e potenzialmente pericolosi, mi sentirei di tranquillizzare tutti.

Ho visto una puntata del programma e al contrario, mi sento rincuorata. Intanto, perché ci vestiamo tutte mediamente meglio di Belen Rodriguez pure per andare a buttare l’umido sotto casa, per cui l’autostima di un’adolescente dovrebbe sentirsi rinvigorita. L’ho vista ergersi a icona di stile con delle poverette in jeans e maglietta che la guardavano basite, fasciata in vestiti con un punto di fucsia che sarebbe troppo pure per la coda di un Mini Pony. E poi, soprattutto, l’ho vista più insicura e impacciata davanti alla telecamera di un’adolescente media davanti al figo del liceo. Altro che cancellarlo, questo programma. Dovrebbero mandarlo a reti unificate come il messaggio del presidente a Capodanno. Una donna lo vede e in fondo si vuole un po’ più di bene.

In fondo capisce che anche Belen ha i suoi limiti e che Belen nel ruolo di tutor è credibile quanto Claudia Galanti nel ruolo di presidente della Fiom. Insomma, capisce che del tutor avrebbe bisogno Belen, anche se è bella come il sole, mica un’adolescente racchia. Un tutor che le insegni a non sgranare perennemente gli occhi a mo’ di cerbiatto evirato di fronte alle indimenticabili rivoluzioni estetiche che si compiono nel suo programma, anche perché l’andazzo è solitamente il seguente: una tizia con i polpacci di Javier Zanetti arriva prudentemente in jeans e tenuta casual, ma viene convinta del fatto che con una gonna e un tacco sarà più slanciata. Il risultato sarà che nel vederla agghindata da gnocca imperiale Belen e parenti vari fingeranno uno stupore misto a gioia, ma quando la tizia uscirà dallo studio, riceverà un cross da Hernanes.

Poi. Da questo programma risulta evidente che nel ruolo di spalla in tv Belen è simpatica e spigliata, ma nel ruolo di conduttrice incaricata di psicanalizzare i giovani e di impartire consigli su come elaborare insicurezze varie, la Rodriguez è davvero imbarazzante. Epico il suo commento a una ragazza dall’aria vagamente emo/dark, alla quale consiglia vivamente di cambiare look perché «se ti vesti così è normale che PRELEVI (testuale) commenti cattivi, io se tu passi per strada vestita così una battuta con le mie amiche te la faccio». Peccato non essere stati lì per dirle «anche quando passa De Martino per strada con i jeans skinny da Campanellino io una battuta con le amiche la faccio!» e che magari il tutor potrebbe cominciare col farlo tra le quattro mura di casa, ma la verità è che questa devastante inadeguatezza di Belen in Come mi vorrei, la rende finalmente umana.
È bella, non balla (quello lo fa il marito) e non sa dare consigli. E la petizione non serve a nulla. Il programma non fa male a nessuno. Solo alla sua carriera. Perché Belen è sì un animale da palcoscenico: ma una farfallina, non il grillo parlante.

di Selvaggia Lucarelli
@StanzaSelvaggia

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Commenti all'articolo

  • LoZioTazio

    23 Aprile 2014 - 23:11

    Brava Selvaggia, finalmente un articolo intelligente e simpatico sull' affair Belen

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  • LoZioTazio

    23 Aprile 2014 - 23:11

    Brava Selvaggia, finalmente un articolo intelligente e simpatico sull' affair Belen

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