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Il guru parla al suo house organ

Gian Roberto Casaleggio: "M5S, chi sgarra deve essere cacciato"

Gian Roberto Casaleggio

Lo aveva detto, il guru Gian Roberto Casaleggio. Lo aveva detto che avrebbe parlato ai "giornalisti seri", che "ce ne sono pochi", e che lo avrebbe fatto prima delle elezioni. "Rilascerò qualche intervista". Detto, fatto. L'ideologo grillino si "confessa" al Fatto Quotidiano: ossia al suo house organ, il giornale di Padellaro e Travaglio che tifa spudoratamente per i pentastellati. Ma tant'è. Casaleggio, nell'intervista fiume, parla con gusto delle espulsioni. E spiega: "Noi abbiamo poche regole; queste regole non sono imposte a nessuno, se uno vuole le accetta e se le accetta entra nel movimento avendo come pobiettivo quello di farne parte in termini attivi, non di firmare una tessera".

Soldatini sull'attenti - Dunque, se l'eletto non mantiene i patti (o meglio, non esegue gli ordini) è giusto che venga cacciato. L'uomo che vive sul pianeta Gaia spiega: "Per questo adesso, con le elezioni europee, abbiamo anche noi introdotto la regola del recall (come negli Usa, ndr): se un eletto viene sfiduciato da almeno 500 iscritti del suo territorio, comincia la procedura per l'espulsione". Uno strumento coercitivo in più, insomma. Sui dissidenti, afferma: "State dando un'importanza eccessiva a queste persone. Questi sono dei portavoce di un programma, che sono stati mandati lì dai cittadini. Punto. Non sono Charles De Gaulle". Insomma, i cittadini pentastellati non sono nulla: per essere perfetti, vien da pensare, dovrebbero auto-censurare il loro pensiero, devono essere soldatini pronti ad eseguire gli ordini.

Pizzarotti al patibolo - Casaleggio ribadisce poi che "noi vogliamo il vincolo di mandato. E ora metteremo sanzioni anche economiche. Chi è eletto dentro il movimento deve rispondere all'elettore. Punto e basta". E se sgarra, Casaleggio e Beppe Grillo lo rovinano (economicamente). Quindi il guru scomunica anche Pizzarotti, il sindaco di Parma che si è permesso di criticare il guitto Beppe. Il reato è quello di lesa maestà. "Per farsi eleggere aveva detto 'chiudo l'inceneritore'. Non l'ha fatto. Punto. Così non può restare, si va a casa". Il guru, dunque, taglia la testa anche del sindaco.

Volevo essere un fantasma - Infine il profeta della terza guerra mondiale torna a snocciolare le sue paranoie. Pochi giorni fa aveva parlato di dossier (traduzione: articoli giornalistici) in preparazione sul suo conto. Ora rincara: "Una cosa che mi ha pesato moltissimo è aver perso l'invisibilità, non perché volessi diventare l'uomo invisibile, ma perché non mi interessa la popolarità". Voleva essere un fantasma, ma non ce l'ha fatta. Il guru infine rivela: "Mi trovo seguito in autostrada. Succede che quando guidi con tua moglie c'è uno dietro che ti segue con un camioncino per farti le foto". "E' accaduto che intimidissero mia moglie e facessero le foto del campanello di casa".

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Commenti all'articolo

  • mimdep

    26 Maggio 2014 - 11:11

    Dunque, codesto Casaleggio, avrebbe dovuto o voluto essere l'uomo che doveva rappresentarmi, come italiano, tramite i suoi stupidi scagnozzi, in tutte le istituzioni europee. Ora io mi chiedo : 1) se e' vero che l'apparenza conti qualcosa, ebbene, a me costui fa senso, schifo, ripugnanza. 2) se e' vero che voleva restare nell'anonimato, poteva anche suicidarsi in silenzio, forse lo avrei capito

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