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Risposte alla crisi

Mettersi in proprio per la prima volta
Ecco come si fa

Mettersi in proprio per la prima volta
Ecco come si fa

La crisi economica insieme a quella di mezz'età. A 50 anni, e oltre, oggi ci si può trovare facilmente senza lavoro. Con la prospettiva, soprattutto per alcuni profili, di avere un mercato inesistente. Assieme a molte produzioni, finite magari all’estero con gli imprenditori in cerca di un fisco meno oneroso e costi del lavoro inferiori ai nostri, sono quasi del tutto scomparsi mestieri anticchissimi. Nel tessile, nel cuoio e nelle pelli ma anche nella calzatura. Dalla geografia economica del Belpaese sono letteralmenrte spariti interi distretti produttivi.

Per molti, legati ad attività delocalizzate o del tutto scomparse - è il caso del tessile abbigliamento - la domanda tendenzialmente va ad esaurirsi. Così, per molti ultracinquantenni, non resta altra soluzione che aprire una propria attività, anche senza mai aver maturato in precedenza un’esperienza imnprenditoriale. Una strada, questa, percorsa l’anno scorso da 13mila italiani over 50. E circa un’attività individuale su tre il cui titolare sia nato prima del 1964 è stata aperta nel 2013. Il dato emerge da una analisi condotta dall’ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati desunti dal Registro delle imprese.


Nella scelta del settore hanno inciso certo curriculum, esperienze lavorative o percorsi scolastici, anche se lontani nel tempo. Ma a indirizzare i neoimprenditori sono state soprattutto le passioni latenti. Così, tra gli over 50 che diventano imprenditori per la prima volta fra le attività preferite le più scelte sono legate all'agricoltura e rappresentano ben il 26,6% sul totale, seguite dal commercio (28,6%) e i servizi di alloggio e ristorazione (6,9%). Al crescere dell’eta corrisponde un aumento delle preferenze per le attività agricole,, mentre chi è più lontabno dalla pensione e comunque è al di sotto dei sessant’anni, preferisce in tre casi su cinque i servizi. In testa, l’apertura di piccole attività commerciali (32%), seguite da bar e ristoranti nel 7,6% dei casi.


A livello geografico, Roma, con 846 neoimprenditori over 50 iscritti nel 2013, è prima in termini assoluti, seguita da Milano che ne conta 638 e da Napoli (574). Considerando invece il peso sul totale delle attività presenti nel Regustro delle imprese, è L'Aquila la prima provincia con il 46,9% di ultracinquantenni alle prese con la loro prima attività in proprio. All’estrenmo opposto si collocano invece Lucca, Belluno e La Spezia con una incidenza suo totale di nuove imprese aperte da persone nate prima del ’64, rispettivamente del 18,4, del 17,5 e del 16,9 per cento.
Sopra la media italiana - tra tutti i titolari ultracinquantenni delle attività individuali nate lo scorso anno, uno su tre non è mai stato in precedenza imprenditore, incidenza che cresce in Calabria (39,8%), Sicilia (36,9%) e Campania (36,2%). Nella provincia di Monza e Brianza, sono stati 125 gli over 50 hanno che hanno aperto la lopro prima attività imprenditoriale. In pratica, tra tutti i titolari ultracinquantenni delle attività individuali nate lo scorso anno, 1 su 4 non è mai stato in precedenza imprenditore.


Fra le attività meno praticate dai neoimprenditori ultracinquantenni, quelle legate ai trasporti e al magazzinaggio, scelte da appena l’1,7% del totale. In buona posiozionje, invece, le costruzioni in senso stretto, verso cui si sono orientati quasi in 9 su 10.[TESTO] Quasi quattromila hanno avviato poi un’attività legata alla riparazione di autoveicolo o di moto che comporta un investimento iniziale non trascurabile per l’acquisto delle attrezzature necessarie. Un fattore che non li ha comunque scoraggiati. Fra le maggiori difficoltà incontrate dai neoimprenditori quelle legate all’ottenimengto di finanziamenti. Un fenomeno che si dilata al crescere dell’età. Le banche, infatti, sono poco propense a erogare credito a chi abbia più di sessant’anni. Soprattutto se decide di avviare un’attività in proprio per la prima volta nella sua vita.
La Camera di Commercio di Monza, prioprio per supportare gli aspirtanti imprenditori a sviluppare la proipria attività ha deciso di offrire un’assistenza specializzata in formazione. «In questo momento storico le istituzioni», spiega Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di commercio brianzola, «hanno un supplemento di responsabilità nei confronti di chi, nonostante le difficoltà, sceglie di mettersi in proprio. È giusto fornire agli aspiranti imprenditori, di qualsiasi età, gli strumenti per affrontare la sfida».
Attilio Barbieri 

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Commenti all'articolo

  • itas50

    05 Giugno 2014 - 14:02

    L' unico vero problema, per chi deve aprire una attività , al di là delle scelte del settore e dei momenti non proprio buoni per farlo, è rappresentato dallo Stato che richiede immediatamente le sue gabelle , quasi ancor prima di avere aperto la porta della propria bottega. Il piccolo imprenditore che avvia la sua piccola attività per sopperire alla mancanza di stipendio, parte col debito!

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  • gioant

    22 Aprile 2014 - 07:07

    Giornalisti, state speculando sulla pelle di chi non ha un lavoro, scrivendo tante stronzate, la verità è che, in Italia lavorano solo i statali, e i parastatali, non c'è cultura del lavorare e del dare lavoro, per risolvere dare a tutti vitto e alloggio, magari con buoni pasto e buoni alloggio, è inutile scrivere leggi sul lavoro. p.s. caro Renzi, lei sa bene come funziona, chiedi a tuo padre.

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  • ilsognodiunavit

    21 Aprile 2014 - 15:03

    Chi si mette in proprio per la prima volta e fa previsioni sul costo acquisto merce e prezzo vendita traendo l'illusione di un guadagno se venderà,quando poi ha aperto capirà che ha fatto i conti senza fisco e burocrazia spese ,che porteranno in negativo tutte le previsioni prima fatte,oggi è indebitarsi aprire qualunque attività,paghi anche se non guadagni,questo nella realtà e non da chi fa prev

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