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Maurizio Belpietro: "Il Veneto che produce merita più rispetto"

Maurizio Belpietro: "Il Veneto che produce merita più rispetto"

Pubblichiamo la prefazione di Maurizio Belpietro al volume di Matteo Mion e Giuliano Zulin, Indipendenza, in distribuzione da domani, giovedì 25 aprile in edicola con Libero al prezzo di 4,70 euro.

Una delle più grandi intuizioni di Umberto Bossi e della Lega, negli anni passati, è stata quella di capire che nel Nord, e in particolare in Veneto, esisteva un ceto produttivo che non sopportava più di dover pagare tasse sempre più alte per avere in cambio servizi di livello sempre più basso e di essere asfissiato da una burocrazia sprecona. Bene, quel sentimento esiste ancora oggi e il malumore dei veneti non si è mai sopito. Lo dimostrano gli incredibili risultati raccolti dal referendum promosso da Plebiscito.eu sull'autonomia del Veneto. Una Regione che conosco e a cui sono affezionato. Intanto perché me ne sono largamente occupato per i giornali in cui ho lavorato e che ho diretto. Ma anche perché vi ho trascorso un periodo della mia vita.

All’epoca del servizio militare fui spedito a Peschiera del Garda, a fare il caporale secondino. In seguito, fui trasferito a Treviso. Passavo la mattinata al distretto militare, mentre nel pomeriggio ne approfittavo per collaborare al giornale locale, la Tribuna di Treviso, allora diretto da Pierluigi Tagliaferri. Facevo il cronista, scrivevo un po’ di tutto e ho avuto l’occasione di conoscere meglio, e in maniera più diretta, il territorio. Soprattutto, ho conosciuto i veneti, il loro carattere, i loro difetti e le loro molte qualità.

Da allora, la situazione si è modificata solo in parte. Certo, ci sono stati grandi miglioramenti, ma alcuni problemi non si sono risolti. Anzi, si sono acuiti. Questa Regione è sempre stata una delle maggiori produttrici di ricchezza sul territorio italiano. I veneti, da sempre, sono grandi lavoratori. Si arrotolano le maniche e si mettono all’opera, senza chiedere nulla a nessuno. Hanno saputo mettere in piedi grandi imprese, realtà conosciute in tutto il mondo. E lo hanno fatto potendo contare soltanto sulle proprie braccia e le proprie gambe.

Questa straordinaria forza di carattere l’abbiamo vista emergere di nuovo pochi anni fa, quando il Veneto è stato colpito da un’alluvione che ha coperto di fango e detriti case, campi, strade e capannoni. Una tragedia che avrebbe steso chiunque. Invece gli imprenditori e i lavoratori veneti si sono rialzati in piedi per l'ennesima volta, hanno ripulito le case e le aziende, non si sono fatti abbattere. Nonostante la crisi stesse già mordendo con forza e di soldi ne girassero sempre meno. Non hanno aspettato l’arrivo di aiuti, non hanno levato alti lai al cielo. Hanno agito come sempre: ricominciando daccapo, con la stessa forza e caparbietà.

Ecco perché è molto comprensibile il sentimento autonomista. Una delle Regioni più produttive del Paese si vede spogliata di gran parte delle proprie tasse e della propria ricchezza, che finisce a Roma e non fa ritorno nelle forme e nei modi che sarebbero opportuni. È esasperante passare le giornate a spalare carbone dentro una locomotiva per far andare un treno - che sarebbe poi l’Italia - per poi vedere che sugli altri vagoni molti passeggeri si limitano a stare in panciolle, non danno un contributo o, peggio, sprecano il duro lavoro degli spalatori.

Dunque, non sorprende che la gran parte della popolazione abbia optato per l’indipendenza nel referendum. Possono cambiare i leader di partito e i presidenti del Consiglio, ma la questione veneta resta uno dei nodi più duri da sciogliere di questo Paese. Non serve a nulla sottovalutarla o sminuirla, come hanno fatto molti mezzi di informazione quando si è saputo l’esito della consultazione online. Sono stati in tanti a riderci su, a sollevare vecchi luoghi comuni, trascurando le reali esigenze che quel voto portava con sé. Il Veneto lavora e produce, lo ha sempre fatto. Solo per questo, merita rispetto. E stiamo attenti, perché se un giorno dovesse davvero rendersi totalmente indipendente, come tanti hanno sperato nel corso degli anni, sarebbero guai. Soprattutto per gli altri italiani.

di Maurizio Belpietro
@BelpietroTweet

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Commenti all'articolo

  • ghorio

    23 Aprile 2014 - 20:08

    Caro Belpietro, il Veneto merita più rispetto ma un giornale di centrodestra non può sostenere posizioni che portano a divisioni. UN po' di coerenza non guasta!

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  • zefleone

    23 Aprile 2014 - 18:06

    E' la verità, popolo deriso e preso per il culo. Ma rispetto a tanti altri, il popolo Veneto a molta pazienza, ma quando arriva la resa dei conti non c'è nient'altro da fare. Gli italiani potranno verificare cosa accadrà alle prossime elezioni europee. Tutti odiano i Veneti, i Veneti chiedono autonomia, lasciatela fare, dov'è il problema visto il risentimenti di una elevatissima % di italiani.

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