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Filippo Facci: i giudici vogliono condannare Silvio Berlusconi all'infinito

Filippo Facci: i giudici vogliono condannare Silvio Berlusconi all'infinito

Fateci capire, signori giudici: quali frasi di Berlusconi stareste "vagliando"? Davvero dobbiamo credere che siate chiusi in una stanzetta a decidere che cosa il cittadino Berlusconi possa dire o non dire durante una campagna elettorale? Dobbiamo credere che potreste revocargli i servizi sociali per via delle risposte che ha dato in un paio di interviste? Interviste che gli domandavano - che strano - anche di giustizia e di giudici? Voi magari state già rispondendo che questi "vagli" sono la vostra attività ordinaria, normale. Ma guardiamoci nelle palle degli occhi: qui di normale non c’è niente. Berlusconi non è un condannato normale, i servizi sociali che gli avete concesso non sono normali, e figurarsi se è normale che un condannato utilizzi il suo tempo non per reinserirsi nella società o per manifestare intenti riparatori, ma per condurre una campagna elettorale europea da ultimo premier regolarmente eletto di questo Paese. Non è che non sapeste e sapessimo tutto questo, non è che non avessimo anche scritto - Libero del 16 aprile - che i servizi sociali di norma si concedono solo a chi ha dato prova di «ravvedimento», e che questo ravvedimento in teoria è improponibile per chi si professi innocente come Berlusconi si è sempre professato. E proprio perché di normale non c’è niente e nessuno, appunto, alla fine è spuntata una soluzione "ragionevole" e nondimeno discrezionale, ad hoc, personalizzata su Berlusconi come tutta la giustizia che l’ha sempre riguardato: un’attività sociale compatibile col ruolo pubblico e politico che un bel pezzo di Paese gli riconosce.

E allora dite un po’, che cosa vi aspettavate che dicesse, che cosa dovrebbe dire, ora? L’hanno condannato in un processo di non facile comprensione: dovrebbe dire che è giusto, che è colpevole, che non vede l’ora di ravvedersi e di reinserirsi? Si dice innocente da vent’anni: vi aspettavate che ora chiedesse i voti come frodatore fiscale? Ha in ballo due ricorsi: pensate che li abbia fatti perché si ritiene colpevole? Se Corrado Formigli (La7) gli chiede di giustizia, dite un po’, Berlusconi doveva rispondere «sto maturando un processo di revisione critica e di emenda che a tutt’oggi è in fieri», per usare il vostro linguaggio? Oppure doveva dare la sua «disponibilità ad attivarsi in termini di restituzione tangibile nei confronti della società civile danneggiata»?

Forse no, forse è troppo: però, almeno, poteva evitare di provocare i suoi referenti: che però - dovete capirlo - non siete voi o solo voi, signori giudici, ma anche il Paese che l’ha votato e che potrebbe rivotarlo. La giustizia, intesa come problema italiano, non può essere ridotta a una privata questione tra il cittadino Berlusconi e i giudici di sorveglianza: una questione di cui peraltro Berlusconi dovrebbe non parlare, o dovrebbe non pensarne come la pensa: del resto solo così potrebbe mantenere «comportamenti nell’ambito delle regole della civile convivenza, del decoro e del rispetto delle istituzioni», come recitava la vostra ordinanza.

Oh, però Berlusconi poteva evitare di esprimersi in certo modo su chi è stato tanto buono con lui: «È ridicolo pensare che si possa rieducarmi consegnandomi a dei servizi sociali e a dei colloqui quindicinali con assistenti sociali». Ha detto così. Frasi irrispettose, se non fosse per quel dettaglio: è tutto vero. È ridicolo pensare di "rieducarlo", e lo sappiamo tutti. Ma ufficialmente le sue parole sono un’infrazione alle regole e dunque rischia una cosiddetta "diffida": quante altre lo separerebbero dai domiciliari? Scherza col fuoco, Berlusconi: ieri l’ha detto pure - non richiesto, e sinceramente non utile - il vicepresidente del Csm Piero Vietti. Ha detto: «Chi pensa di far campagna elettorale utilizzando il presidente della Repubblica scherza col fuoco».

Forse anche Napolitano fa parte del tribunale di sorveglianza. Ma Vietti, poveretto, rispondeva semplicemente a una domanda dei giornalisti: esattamente quello che ha fatto Berlusconi nei giorni scorsi. «Scherziamo coi fanti e lasciamo stare i santi», ha aggiunto Vietti, lasciando intendere che ai due santi più recenti, presto, potrebbe aggiungersene un terzo. Ma dove ci sono santi, spesso, ci sono martiri. Occhio, Berlusconi, a non farcelo diventare.

di Filippo Facci

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Commenti all'articolo

  • numetutelare

    13 Maggio 2014 - 20:08

    Mi pare che guardando quello che accade nella magistratura e,... nella politica dei giovanilismi, non serve fare nulla, stanno già sistemandosi abbondantemente da soli. Nel frattempo noi siamo a 90° ed i chiacchieroni dei talk show quotidiani vivono alle nostre spalle. Ma non ci sono problemi, abbiamo un ministro del lavoro formato nelle cooperative, siamo in una botte di ferro... chiodato!!!

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  • jack1

    13 Maggio 2014 - 11:11

    Sapere che al mondo vengono alla luce della feccia come emilio caiazza e qualche suo compare c'è da andare immediatamente a comprare la camicia nera e un bel manganello ....ps dimenticavo qualche litro di olio di ricino ......vedrai dipendente pubblico del capzo come ti faccio carburare io ...bifolco .. Difendi la mafiastratura quindi sei un mafioso ...fattene una ragione ...e sparisci

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  • argo92

    09 Maggio 2014 - 13:01

    dai commenti ripetitivi e noiosi dei sinistronzi e evidente che sono dei cerebrolesi quindi PIETA PER QUESTI HANDICAPPATI

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  • Giovanniv36

    05 Maggio 2014 - 11:11

    non sono solo i giudici che a buon ragione lo vogliono condannare, ma milioni di Italiani lo vogliamo in galera perchè è un ladrone delinquente che per i suoi interessi ha rovinato l'Italia.

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    • raf1943

      05 Maggio 2014 - 12:12

      Torna alla carica la schiera dei sinistrorsi ed estremisti forcaioli,magari gente che ha da farsi perdonare molto di più di Berlusconi sul piano della giustizia!Ieri con Tortora,Craxi ed altri ancora(a distanza di anni poi rivalutati sia sul piano giudiziario che su quello politico!E' solita storia della conquista del potere ad ogni costo!La gente"arrabbiata" non è disposta a quest'altro teatrino!

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