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Pena capitale

Oklahoma, orrore durante una condanna: muore dopo 43 minuti

Oklahoma, orrore durante una condanna: muore dopo 43 minuti

La drammatica morte di un condannato alla pena capitale ha riacceso il dibattito sulle esecuzioni negli Stati Uniti. Il fatto è avvenuto in Oklahoma dove Clayton Lockett, 38 anni, doveva essere ucciso con un'iniezione letale per aver sparato ad una ragazza di 19 anni ed averla poi sepolta viva nel 1999. Durante l'esecuzione della pena capitale, però, la vena si è rotta e il veleno si è diffuso solo parzialmente. L'esecuzione è stata sospesa dopo 20 minuti, durante i quali il condannato ha cominciato a tremare e a dibattersi. Dopo 43 minuti di agonia, è stata dichiarata la sua morte.

Il dibattito - Le autorità hanno poi comunicato che Lockett è morto per un infarto provocato dalle tre sostanze letali iniettate parzialmente nella sua vena. "Riteniamo che si sia rotta una vena e i farmaci non abbiano funzionato come dovrebbero - hanno riferito -. Il direttore ha quindi ordinato di fermare l’esecuzione". Mentre le altre esecuzioni previste sono state rinviate, il governatore dell’Oklahoma Mary Fallin ha ordinato una revisione delle procedure per l'esecuzione.

 

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Commenti all'articolo

  • AG485151

    30 Aprile 2014 - 18:06

    E' una barbarie . Però , come sempre , di chi è stato assassinato e in che modo non parla più nessuno mentre ci si preoccupa dell'assassino . E' roba da matti .

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  • miracom

    miracom

    30 Aprile 2014 - 15:03

    Il nazista Obama con che coraggio parla di democrazia al mondo se nel suo paese esiste la tortura e la pena di morte? Gli ipocriti sono al fianco degli USA dell'espansione della democrazia nel mondo, dove sono? Nessuno dice una parola quando sono gli USA a non rispettare i diritti umani? Si vergognano tutti!!

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  • RaidenB

    30 Aprile 2014 - 12:12

    A tutti coloro che si lamenteranno di questo fatto dico solo una cosa: la povera vittima di questo assassino è stata ferita e sepolta viva. La sua agonia è durata molto di più dei 43 minuti di questo mostro. Però ai sinistroidi (perchè sempre di loro si tratta) interessa di più il "povero" assassino che la vittima.

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