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L'editoriale

I sindacati scioperano contro le aziende che vogliono lavorare

1 Maggio 2014

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Tempo fa, commentando i dati sui mestieri che gli italiani non vogliono più fare, mi scappò di scrivere che il lavoro c’era ma mancava la voglia di farlo. Oggi mi tocca rettificare: il lavoro c’è ma piuttosto che farlo il sindacato sciopera. Già, perché il primo maggio Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di incrociare le braccia per impedire che super e ipermercati siano aperti al pubblico. Non sia mai che dei lavoratori lavorino il giovedì dedicato al lavoro: piuttosto che consentire l’oscena profanazione della giornata consacrata a chi fatica (sforzo che da contratto è premiato con paga doppia) le organizzazioni confederali hanno indetto una manifestazione di protesta. Notate bene che il diritto è dalla parte della grande distribuzione, nel senso che se i grandi magazzini decidono di tirar su la serranda non lo fanno per far dispetto ai commessi che vi lavorano, ma solo perché ciò è permesso da una legge che ha liberalizzato il commercio, consentendo a chiunque lo desideri di tenere aperta la bottega, un po’ come accade negli Stati Uniti. Tuttavia, nonostante le norme autorizzino a far girare i carrelli anche la domenica e gli altri giorni di festa, al sindacato la cosa non va giù e dunque sciopera.

Leggi l'editoriale completo di Maurizio Belpietro su Libero in edicola giovedì 1 maggio

 

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Commenti all'articolo

  • Mattia3000

    03 Maggio 2014 - 10:10

    I sindacati non fanno altro che continuare ad affossare L'talia ed in particolar modo la CGIL. Sarebbe ora che questi sindacati presentassero la denuncia dei redditi come fanno tutti gli altri cittadini.

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  • cav.uff.

    02 Maggio 2014 - 11:11

    caro Feltri, probabilmente le è sfuggito, ma Mercoledì 30/4 Buonanni affermava in TV che < quest'anno la Festa del 1° Maggio si terrà a Pordenone perché adesso è ora di pretendere dal Governo aiuti per le aziende Industriali. Forse, qualche anno fa se chiudeva un Industria non ci importava perché (le Industrie) era roba da Terzo Mondo> Finalmente la verità sulla chiusura di migliaia di aziende

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  • ARSENIO1941

    02 Maggio 2014 - 10:10

    Landini-Camusso-Angeletti-Bonanni-Cremaschi-Damiano-il sestetto delle meraviglie-il sestetto della miglior cultura verniciata di rosso-Facciano loro un'azienda al 16,66% di conproprietà -Distribuiscano pure tutti i diritti che da trent'anni richiedono allo stato italiano- Resto in attesa-dopo almeno cinque anni di attività-a fronte di una concessione di di soli diritti ai dipendenti-continua-

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