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L'editoriale

Sindacati nemici del lavoro

3 Maggio 2014

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Savino Pezzotta, a lungo segretario della Cisl, quando lasciò l’incarico giurò e spergiurò che si sarebbe ritirato a fare il contadino. Dai suoi si fece perfino regalare una motozappa, promettendo che l’avrebbe impiegata per dissodare il giardino. In realtà, dopo appena due anni era già in Parlamento, a fare e disfare partiti, passando dalla Rosa di centro all’Udc e infine al gruppo Misto con simpatie per Scelta civica. Pezzotta è un esempio e neppure il più significativo delle porte girevoli che collegano sindacato e politica. Si entra nel primo per poi passare alla seconda. Perché spesso - anzi, quasi sempre - una carriera in Cgil, nella Cisl o nella Uil agevola lo sbarco a Montecitorio. Se si dà retta al libro inchiesta di Stefano Livadiotti, nella scorsa legislatura erano una settantina gli onorevoli con alle spalle un’esperienza nelle tre confederazioni: un partito con più eletti della Lega, dell’Idv , di Sel e perfino dell’Udc, di fatto il vero terzo polo. (...)


 

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Commenti all'articolo

  • doberman

    03 Maggio 2014 - 17:05

    E amici delle poltrone......

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  • TOMMA

    03 Maggio 2014 - 14:02

    Un pezzetto di una mia poesiola sul sindacato: "Sempre gli stessi in tutte le congreghe, dice che vo' guaricce tutti i mali, 'mpastrocchia tutto co' le loro beghe, e pensa sempre e solo a lì statali. E in urtimo, che se so 'nventati? Come quer Giuda che raccorse er frutto? Se fanno elegge pure deputati, pe' regalacce ancora quarche lutto!

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