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A Jerez

MotoGp, Marc Marquez balla da solo: nell'OIimpo come Doohan, Agostini e... Rossi

MotoGp, Marc Marquez balla da solo: nell'OIimpo come Doohan, Agostini e... Rossi

Il cabroncito fa quattro su quattro, ovvero otto su otto, nella giornata dei dieci e dei cento, ovviamente con lode. Quattro gare da inizio stagione e quattro trionfi senza replica, così come Doohan, così come non accadeva dal 1992. Altrettante partenze dalla prima piazza giusto per raddoppiare il bottino, quindi la "Decima" nella classe regina per rendere la cifra tonda del centesimo Gran Premio in carriera dolce come il miele, indimenticabile come il primo amore.

Marc Marquez domina, vince e stravince. Nella terra mai conquistata, tanto amica ai rivali, la stella numero 93 chiude il discorso, scaccia gli ultimi dubbi e brilla di luce accecante: non ce n'è per nessuno e non ce ne sarà chissà per quanto. Potrebbe realisticamente far centro in tutti i circuiti e aprire una serie di titoli iridati consecutivi senza fine. Nel frattempo, dietro provano e riprovano, tentano e ritentano, ma sono sempre più consapevoli che si sgomita per le briciole. Il ragazzo poco più che ventenne vive un pieno stato di grazia, è spinto da una fame insaziabile e vorace, guida volando leggero o forse vola soave guidando. Marquez ha avversari di rilievo, basti pensare alla consistenza di Lorenzo l'anno passato o ad un fenomenale Rossi, che malgrado i 14 anni in più ribadisce che fuoriclasse si è e dunque si resta. Semplicemente, al momento è più forte. Agostini, Doohan, lo stesso Rossi insegnano: ciclicamente arriva il pioniere, l'uragano che spazza e riscrive la storia, con la stessa velocità con cui corre in pista.

Marc è un rivoluzionario simpatico. Demolisce, ma contagia. Ha anticipato i tempi con uno stile di guida innovativo ed esaltante, è tornato alla bagarre dei vecchi tempi, alla competizione pura, quella spalla contro spalla, e a Jerez non ha mancato di inventarsi strategie "salva gomme" per la qualifica. Perché, sia mai, nel piatto non si lascia niente. Il pubblico lo adora, i compagni di ventura un po' meno, ma lo apprezzano. Chi altro poteva unire e immortalare in un "selfie" un podio? Chi sempre su quel podio poteva coinvolgere in un saltellamento comune e felice? Chi altro regala e riceve sorrisi dalla compagnia dopo averla bastonata spietatamente? A Jerez, nemmeno il collega e favorito Pedrosa ha tenuto il passo, mentre Valentino è riuscito a stuzzicarlo soltanto all'inizio. Non è questione di moto più o meno performante. E' questione di marcia, quella che il furbetto di Cervera ha in più nel manico e non pare volervi rinunciare molto presto.

di Giulia Volponi

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