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Tiberio Graziani (IsAG): "Italia subalterna agli Usa. Mosca? Buon interlocutore tra Italia e Asia"

Tiberio Graziani (IsAG): "Italia subalterna agli Usa. Mosca? Buon interlocutore tra Italia e Asia"

"La Russia? Può certamente essere un ponte tra Italia e il Pacifico". Non ha dubbi Tiberio Graziani, presidente di IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze ausiliarie) e direttore della rivista Geopolitica, sul fatto che Mosca potrebbe rappresentare un buon interlocutore per il nostro Paese con lo scenario pacifico e dell'Estremo oriente.

Anche alla luce del caso marò, come si presenta oggi l'Italia in politica estera? 
"L'Italia ha una posizione debole: da circa due decenni manca di una sua postura internazionale. Sul piano geo strategico è subalterna all'alleato statunitense, subisce e si adegua alle decisioni Usa; sul piano politico, malgrado sia stata uno dei paesi fondatori dell'Unione Europea, è marginalizzata, a causa anche una classe politica che non ha fatto valere gli interessi nazionali".
Perdoni la battuta: perse le nostre basi commerciali in Cina (Concessione italiana di Tientsin, ndr) il Paese non ha più "sbocchi" in Estremo Oriente?
"E' chiaro, ma è anche vero che dal punto di vista dei rapporti bilaterali l'Italia è riuscita a mantenere delle posizioni. Ad esempio, le nostre maggiori industrie sviluppano affari e fatturati in Cina".
La Russia, che si affaccia su Europa e Pacifico, potrebbe nel futuro essere un "ponte" tra Roma e l'Estremo Oriente? 
"Sicuramente. La Russia rappresenta la colonna portante della massa euro asiatica ed è chiaramente un ponte tra Italia e Cina, ma anche tra Europa e Giappone, che di quella massa sono i guardiani. Certamente un buon rapporto bilaterale tra Roma e Mosca faciliterebbe le relazioni tra Italia e India, incrinatesi dopo la dopo la recente questione dei marò, e tra Italia e Cina. Pechino, d'altronde, per evidenti motivi geopolitici è sempre stato un partner importante dei russi".
IsAG ha appena presentato a Palazzo Marini, a Roma, il convegno La nuova centralità geopolitica dell'Asia-Pacifico: che ruolo per l'Italia. Vuole parlarcene?
"Nell'ultimo decennio l'Asia-Pacifico viene considerata come uno dei perni della nuova geopolitica mondiale. E' necessario ricordare che lo stesso Presidente Obama, nel corso del suo primo mandato, ammise che l'area sarebbe stata uno dei principali obiettivi americani negli anni successivi, tenendo conto soprattutto dell'avanzata economica della Cina". 
In quel periodo, inoltre, il momento difficile vissuto dal Giappone, loro principale partner nell'area, preoccupava molto Washington. Oltre al Giappone anche la Corea del Sud è un altro prezioso alleato degli americani nel Pacifico, ma tra Tokyo e Seoul non è mai corso buon sangue. L'equilibrio tra i due alleati potrebbe un domani essere a rischio?
"Potrebbe essere a rischio se nella transizione geopolitica l'America perdesse il suo ruolo di attore principale (sistema unipolare). In quel caso le alleanze come noi oggi le conosciamo tenderebbero a saltare. Gli Usa hanno due interessi strategici su Europa ed Asia-Pacifico. Se in passato hanno seguito la politica dell'Open Door, oggi si muovono attraverso due dispositivi geo economici, il Trattato Transatlantico e il Trattato Trans Pacifico. Non a caso il recente viaggio di Obama nella regione ha rimesso nella sua agenda la questione delle nuove alleanze da riformulare nell'Asia pacifico".

di Marco Petrelli
twitter: @marco_petrelli)

 

*7 Maggio 2014 - Roma, Sala delle Colonne di Palazzo Marini, Camera dei Deputati, ore 10-13

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