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Promozione in vista

Il poliziotto della Mobile: così ho preso il killer

L'agente Paolo De Giorgi aveva fermato Viti durante un controllo del 2012: litigava con una prostituta

"Chiederò una promozione per merito straordinario al Capo della Polizia". Così il questore di Firenze Raffaele Micillo ai giornalisti, riferendosi a Paolo De
Giorgi, agente oggi in forza alla Squadra Mobile, grazie al quale negli scorsi giorni è arrivata la svolta decisiva nelle indagini sulla morte di Adreea Cristina Zamfir, la giovane donna romena trovata morta il 5 maggio scorso sotto un cavalcavia alle porte del capoluogo toscano. L’agente ha permesso agli inquirenti di individuare Riccardo Viti, l’idraulico fiorentino di 55 anni che ha ucciso, sequestrato e violentato la donna e che è stato arrestato ieri, grazie ad un suo ricordo.

Nel maggio 2012, quando De Giorgi lavorava nella Squadra Volanti a Firenze «ero in servizio e con il collega notammo un furgone con all’interno una ragazza ed un uomo che urlavano - ha raccontato - procedemmo al controllo e scoprimmo che la ragazza era una prostituta tossicodipendente. Litigavano per 80 euro, somma pattuita per la prestazione che il cliente non le dette. Li schedammo. L’uomo era Riccardo Viti che, all’inizio, era
molto tranquillo - ha proseguito De Giorgi - ma cambiò proprio perchè lo stavamo controllando. La donna allora non lo querelò. Quando ho saputo dell’omicidio in questi giorni, mi sono ricordato di quella lite di due anni fa fra Viti e la prostituta. Ieri, al momento dell’arresto - ha concluso De Giorgi - era uguale al maggio di due anni fa, non aveva cambiato fisionomia. È un uomo normale, davvero l’assassino della ’porta accanto'».

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