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Accordo Electrolux: nessuna chiusura o licenziamento, freno ai permessi sindacali dal 2015

Ernesto Ferrario, Ad di Electrolux

Accordo trovato sulla vertenza Electrolux tra sindacati e azienda. Dopo una notte passata al tavolo della trattativa, i sindacalisti della Uilm esultano: "E' un'intesa di salvaguardia sia dell'occupazione, sia del salario". Giovedì 15 maggio ci sarà un ultimo incontro a Palazzo Chigi con le Regioni interessate per formalizzare le misure decise dalle stesse Regioni e dal Governo sulle produzioni in Italia della multinazionale di elettrodomestici. Quindi sarà la volta delle assemblee dei lavoratori, fissate per venerdì 16 maggio a Forlì, il 19 maggio a Porcia (Pd), il 20 a Susegana (Tv) e il 21 maggio nello stabilimento di Solaro (Mi).

I termini dell'accordo - L'intesa è stata raggiunta con la garanzia che nessuno dei quattro stabilimenti italiani sarà chiuso. L'azienda investirà fino al 2017 circa 150 milioni di euro. Non ci sarà nessun licenziamento, grazie al ricordo dei contratti di solidarietà, alla cassa integrazione straordinaria in alcune aree impiegatizie e alle uscite incentivate volontarie o finalizzate alla pensione. Spiega il sindacalista della Uilm, Gianluca Ficco: "Sarà mantenuto integrale il salario dei lavoratori, nonché le pause per effetti stancanti e per necessità fisiologiche, con la sola eccezione per i dipendenti dello stabilimento di Porcia che avranno 5 minuti e non più 10". Per lo stabilimento in provincia di Pordenone, l'impegno dell'azienda è di riassorbire i 150 esuberi "attraverso - spiega Ficco - iniziative interne e intervento di un imprenditore intenzionato a insediarsi nelle aree dismesse del sito". Saranno tagliati i permessi sindacali del 60% dal 1 gennaio 2015, senza ridurre però le ore di assemblea sindacale.

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Commenti all'articolo

  • frabelli

    14 Maggio 2014 - 20:08

    Permessi sindacali ed assemblee che solitamente servono solo a quelle persone del sindacato di assentarsi da lavoro e basta

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