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Il caso

Milano, il condominio che vieta di pregare nel cortile di casa

Milano, il condominio che vieta di pregare nel cortile di casa

«Vietato pregare nei cortili». Dopo «vietato calpestare le aiuole», l’ultimo diktat di un condominio milanese rischia di scatenare un caso. Succede in via Solari 19, un super complesso di otto scale con centinaia di famiglie. Due mamme, un’imprenditrice e madre di due bambini e un’altra madre di cinque figli, hanno avuto un’idea. Perché non rigenerare la tradizione del rosario nei cortili nel mese di maggio, il mese della Madonna? Il condominio, costruito negli anni ’60, sorge attorno a un piccolo santuario della Vergine. In pochi, presi dalla fretta quotidiana, le prestano attenzione. Ma sotto quella madonnina, tutte le sere, si accende un lumino che diffonde la sua luce in modo magico nel giardino.


La proposta, nata anche come «gesto distensivo nei confronti di tutti i condomini, soprattutto dopo l’esito dell’ultima assemblea dove erano volati “i coltelli”», racconta  una delle protagoniste, è stata presentata all’amministratore. Il quale, istintivamente, si è detto disponibile. In fondo si trattava soltanto di un momento di ritrovo in cortile, durante il quale gli interessati avrebbero recitato un rosario, e poi sarebbero tornati nei loro appartamenti. Senza disturbare nessuno. «Abbiamo chiarito anche che la preghiera sarebbe avvenuta non di fronte alla Madonnina, che è collocata sul prato (dove è vietato entrare, ndr), ma sulla porzione laterale di asfalto» spiega. La proposta era di riunirsi per tre mercoledì di maggio, dalle 20.30, per un quarto d’ora.


Ma la situazione è degenerata. «Dopo il nulla osta dell’amministratore, abbiamo appeso una locandina in portineria per informare tutti gli abitanti del palazzo». Alcuni consiglieri di scala non l’hanno presa bene. «È un gesto che rischia di offendere gli atei o coloro che appartengono ad altre religioni» hanno detto. Le condomine si dicono dispiaciute: «Il nostro, al contrario, era un gesto di pace e distensione. Chi lo riteneva, tra l’altro, avrebbe potuto tranquillamente ignorarci». Ora, per non perdere l’occasione di insegnare ai propri figli il gesto antico di tenere in mano la corona del rosario, hanno deciso di ritrovarsi comunque nella casa di Margherita. «Recitiamo il rosario, i bambini lo sussurrano, e alla fine mangiamo dei biscotti e ci salutiamo».
La tradizione del rosario nei cortili nel mese della Madonna è qualcosa di assolutamente normale nelle piccole realtà, nei paesi e nelle cittadine più piccole di provincia. A Milano si è persa. Un’eccezione esiste: in via Rasori, zona Pagano, in uno stabile con un cortiletto mignon, tutti gli anni a maggio, ogni giovedì, si recita il rosario. «La corte si riempie di famiglie, i bambini sussurrano preghiere, e l’atmosfera di sacro si diffonde nell’aria» racconta Margherita. «Speriamo di riuscire a farlo anche noi in via Solari - non dispera una delle condomine - Al prossimo incontro con i rappresentanti di condominio proveremo a convincerli».

Michela Ravalico 

 

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