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Dopo lo scoop di Libero

Il Csm indaga sulle amicizie di D’Isa

Il Csm indaga sulle amicizie di D’Isa

I guai per il giudice della Corte Suprema di Cassazione Claudio D’Isa non sembrano finire mai. Infatti la prima commissione del Consiglio superiore della magistratura, quella che si occupa della compatibilità ambientale e funzionale delle toghe, ha aperto un fascicolo su di lui e l’istruttoria è già a buon punto. I membri della commissione presieduta da Annibale Marini hanno già chiesto i carichi pendenti di due imprenditori di Cassino (Frosinone), Vincenzo Gabriele Terenzio e il figlio Luigi. Il giudice è accusato di aver avuto con loro una frequentazione sconveniente, se non vietata, a causa del suo ruolo. La storia è emersa grazie a Libero che ha raccontato come attraverso il figlio Dario, l’alto magistrato sia entrato in contatto con i Terenzio, sotto processo per associazione per delinquere e per i presunti legami con la criminalità organizzata. La famiglia ha pure subito una confisca di beni per un valore complessivo di decine di milioni di euro, richiesta dalla Direzione investigativa antimafia e confermata dalla Corte d’appello di Roma nel 2013. Claudio e Dario D’Isa, come documentato da Libero, il 4 maggio scorso sono stati ospiti dei Terenzio a Lugano, per la festa della Prima comunione della figlia di Luigi. Ma le cattive frequentazioni dei D’Isa non si fermano qui. Per esempio Dario D’Isa è imputato a Perugia in un procedimento per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. I giudici hanno recentemente ordinato la trascrizione delle intercettazioni.

L’avvocato Alfonso Furgiuele, principe del foro napoletano, è il legale del giovane D’Isa: «Lo difendo solo perché sono amico del padre da quando abbiamo poco più di vent’anni. Dopo la vicenda di Perugia lo trattai in modo brusco, come avrei fatto con un figlio». Ora Dario sembra essersi infilato in un altro guaio ed è stato perquisito nell’ambito di un’inchiesta per usura. Il professor Furgiuele non ne sa niente, sebbene abbia incontrato Claudio D’Isa non più di un mese fa: «È venuto a cena da me e non mi ha parlato di perquisizioni. Io mi sono limitato a chiedergli come stesse Dario e mi ha risposto: "Tutto bene. Ora gestisce un bed&breakfast"». Nell’indagine della procura di Torre Annunziata su un giro di "cravattari", Dario D’Isa è stato sentito due volte dagli inquirenti: per spontanee dichiarazioni e in un successivo interrogatorio. In un’intercettazione sembra interessarsi, in cambio di denaro, dell’andamento in Cassazione di una sentenza di un pregiudicato e per questo interpella il genitore. «Il mio assistito ha risposto a diverse domande del pm sul padre» spiega il suo legale Paolo Maria Di Napoli, «e ha chiarito che il giudice in tutta questa storia non c’entra nulla». Ma ad agitare Claudio D’Isa, uno dei cinque consiglieri di Cassazione che ha condannato in via definitiva Silvio Berlusconi per frode fiscale, resta il fascicolo aperto presso il Csm. Gli atti potrebbero essere presto trasmessi per competenza al Ministro della Giustizia e al Procuratore generale presso la Cassazione, titolari dell’azione disciplinare contro le toghe.

di Giacomo Amadori

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Commenti all'articolo

  • fossog

    24 Maggio 2014 - 14:02

    CSM ? compari che giudicano e si aggrovigliano in interessi comuni con altri compari. Altro che la Autonomia auspicata da una costituzione ROZZA ed inefficente, questi sono AUTOREFERENTI.... e non lo dico riguardo ai fatti berlusconiani, di cui me ne frego, lo dico riguardo alla sub-civile qualità della giustizia che subiamo da decenni e decenni. insomma ? IMPIEGATI STATALI CLASSICI.

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  • brontolo1

    24 Maggio 2014 - 14:02

    @thorglobal,c'è una frase attribuita a Giovanni falcone che recita "..l'Italia,paventata culla del diritto,ne sta diventando la tomba.."!

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  • brontolo1

    24 Maggio 2014 - 14:02

    il ciessemme?se era un comune cittadino scattava sicuramente la comoda accusa di "concorso esterno in associazione mafiosa"!

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  • thorglobal

    24 Maggio 2014 - 12:12

    L'Italia è la patria del diritto romano.Ma chi ci crede.

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