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Mattias Mainiero risponde a Gianfranco Albis

Oggi mi faccio un selfie

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Gentile dottor Mainiero, ricordo nitidamente che su alcune riviste “bollenti” in edicola qualche anno fa compariva spesso una rubrica intitolata autoscatto, un termine assolutamente evocativo degli argomenti colà trattati. Adesso va per la maggiore il termine “selfie”, che a me fa piuttosto venire in mente il catalogo di un Brico Center. Non sarebbe il caso di riesumare il caro e vecchio autoscatto? Che ne dice lei?

Gianfranco Albis
Biella

Potrebbe essere un’idea, caro Albis, ma “selfie” è termine che appartiene al mondo degli smartphone e delle webcam, dei social network, instagram, hashtag, twitter, facebook, un mondo che parla inglese o, per meglio dire, uno strano slang internazionale che in qualche modo assomiglia all’inglese anche se non è inglese al cento per cento. E dunque si dice “selfie” e anche l’Oxford Dictionary ha dovuto prenderne atto elevando il ”selfie” a vocabolo dell’anno: “Autoscatto fatto usando uno smartphone o una webcam e poi pubblicato sul web”. Pare che negli ultimi dodici mesi l’utilizzo della parola sia aumentato del diciassettemila per cento. Tornare, anche noi soli italiani, al vecchio autoscatto mi sembra piuttosto difficile se non impossibile, anche perché il selfie (o selfie, al femminile, se si parla della foto) non è proprio l’autoscatto. L’autoscatto (non quello delle riviste bollenti) era posa, ricerca, in qualche modo arte. Era un vero e proprio ritratto, talvolta d’autore, talvolta finito persino nei musei. Selfie è l’autoritratto moderno, usa e getta, un clic, un altro clic e tutto finisce in pasto ad una marea di persone, anche sconosciute, in ogni parte del mondo. Selfie mentre si guida, si è al ristorante, in ufficio, al pub, anche nel cesso. L’autoscatto ricorda il quadro, da appendere, conservare, guardare negli anni. Selfie sono i dieci minuti o anche meno di notorietà virtuale che riempie il vuoto di tanti nostri giovani. E si deve chiamare selfie, perché è questo e nient’altro che questo. Se lo chiamassimo autoscatto riempiremmo di significati un mondo che non vuole significati. E faremmo anche un torto alla storia dell’arte. Selfie e non se ne parli più. Anche perché fra qualche mese arriverà la prossima moda e anche selfie finirà nel dimenticatoio. Giustamente.

 

mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

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